25 aprile: a Rovato “Un fiore per la Resistenza” con la sezione Anpi

L’Anpi di Rovato, in collaborazione con la sezione di Erbusco, raccoglie l’appello dell’Anpi nazionale per un 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo, ancora condizionato dalla pandemia ma non in modalità “lockdown”, come accadde nel 2020.

L’appuntamento è per un presidio, nel rispetto delle norme antiCovid19, alle ore 10.30 sul sagrato della scuola primaria Don Milani di Rovato Centro.

“Dopo la cerimonia – spiega l’Anpi – portare un fiore e un saluto a chi ha combattuto la libertà”.

Diverse le targhe di vie e piazza individuate: Corso Silvio Bonomelli, Spalto Giacomo Matteotti, via Sandro Pertini, via Antonio Gramsci, via XXV Aprile, vicolo Vincenzo Vighenzi, Spalti Don Minzoni.

Alco e Rovato: interesse di Conad. Chiusi i punti vendita

Il gruppo Conad ha formalizzato il proprio interesse ad acquisire parte di Alco, la società di Rovato storicamente presente nel settore della distribuzione di alimentari ma non solo.

Il gruppo Conad a metà aprile si è detto interessato a portare sotto la propria ala una ventina di punti vendita, per un totale di circa la metà (350) degli attuali 700 dipendenti.

Nel frattempo hanno chiuso, per ora in via provvisoria, tutti i punti vendita a marchio Altasfera (incluso Rovato) e quattro supermercati (Despar di Bergamo, Capriolo, Lograto e Lodrino), seguiti subito dopo dagli altri punti vendita a marchio Eurospar, Despar e Interspar (tra cui Rovato e Chiari).

Prosegue la discussione invece in merito agli ammortizzatori sociali per i lavoratori e il procedimento di concordato, davanti al Tribunale fallimentare di Brescia.

Lettera da Tino Buffoli: “non sacrifichiamo gli affetti dei nostri anziani al Covid”

Riceviamo e pubblichiamo da Agostino “Tino” Buffoli, già vicesindaco di Rovato e autore, sul nostro blog, di diverse rubriche (clicca qui), questa lettera relativa agli anziani e alle case di riposo ai tempi del Covid. Specifichiamo ovviamente che la Rsa di Rovato non ha responsabilità e applica le normative nazionali: la situazione locale è uguale a quella di tutta Italia. Resta comunque urgente il tema, generale e quindi anche locale, dei nostri anziani, delle loro vite e dei loro affetti, davanti al Covid.

“Agli anziani delle RSA, anche a Rovato e complice il COVID, continuano ad essere negati gli affetti dei famigliari.

Per le restrizioni del Coronavirus, permane il divieto delle visite, come del resto avviene nella quasi totalità delle residenze protette, tanto che la vicenda degli anziani segregati nelle case di riposo a causa di questa malattia, sta diventando un problema grave, intollerabile che dovrà essere quanto prima affrontato e risolto.

 Da troppi mesi, dall’inizio della pandemia, coniugi, figli, fratelli, nipoti,  non possono visitare i propri cari ricoverati: Anziani fragili e  indifesi lasciati in solitudine senza il conforto e l’affetto dei parenti così che li possano rincuorare e accompagnare  per l’ultimo tratto del loro cammino. (Nè i palliativi delle telefonate e delle video chiamate, nè le buone cure del personale potranno mai sostituire il calore della carezza di una persona cara!)

Dobbiamo proprio sacrificare ogni buon sentimento alla crudeltà del Covid?? Non vi è forse modo di trovare soluzioni pur prudenti e accorte che permettano di aprirsi ad un atto di umanità??

Si dirà…è la Legge… sono le Disposizioni!! Ma spesso viene comodo farsi usbergo delle discipline, specie se la loro osservanza vuole tutelare un bene grande  come la salute: ma nessuna regola può essere tanto spietata da negare l’umano bene verso i propri cari, specie se ammalati e costretti lontani da casa!

A chi dunque, la colpa di veder morire in solitudine un malato terminale senza la carezza di un famigliare? A chi il torto incancellabile, l’amarezza e lo sconforto del figlio cui è negato l’ultimo saluto al padre o alla madre morente?

Riflettiamo e facciamo nostra l’esortazione di Papa Francesco: “Per ogni nostro anziano ci sia la via della tenerezza”

Tino  Buffoli                                                                   

Aprile 2021″

A Duomo di Rovato arriva don Carlo Lazzaroni.

Frazione Duomo di Rovato accoglie, sabato 17 aprile, il nuovo amministratore parrocchiale (ossia, il parroco) don Carlo Lazzaroni. Appuntamento sabato alle ore 15.30 nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Duomo, con l’accoglienza di parrocchiani, fedeli, autorità religiose e civili nel sagrato esterno. Tra loro il sindaco, Tiziano Belotti.

Causa Covid19, i posti in presenza per la messa saranno limitati. All’esterno ci sarà l’amplificazione, oltre alla diretta streaming sulle pagine dell’oratorio di Duomo di Rovato.

Il parroco è don Carlo Lazzaroni, nato nel 1978 e originario di Ospitaletto. Ha vissuto gran parte della vita religiosa in città a Brescia:  a San Barnaba (2006-2010), poi a Cristo Re (2006-2015), Flero (2015-2018), ai Santi Nazaro e Celso (dal 2018) e Sant’Agata (dal 2019).

Don Carlo Lazzaroni, professore di storia e filosofia al liceo scien­tifico “Copernico” di Brescia, ha un aggiornato sito internet (clicca qui) molto aggiornato e puntuale.

Rovato: la scuola Ricchino guarda al futuro con il corso di liuteria

La scuola Ricchino di Rovato rilancia verso il futuro con un nuovo corso, ricco di fascino: il corso di liuteria.

Il corso si propone di fornire conoscenze e competenze in un settore particolare, quello degli strumenti musicali a corda. La creazione di uno strumento è un susseguirsi di momenti in cui l’esperienza, l’abilità, il gusto, la qualità dei materiali e la proporzione del disegno si fondono per dare vita ad un oggetto che sarà unico.

“La Scuola d’Arti e Mestieri F.Ricchino di Rovato – spiega – è onorata di annunciare il progetto di apertura di un corso di liuteria, da affiancare a quelli esistenti, con un esordio ristretto alla costruzione della chitarra.

Il corso, in quanto arricchimento di quello storico di falegnameria, con l’aspirazione a potenziarne la valenza formativa e valorizzarne le arti ausiliarie (disegno ornato e geometrico, intaglio, intarsio, traforo, ebanisteria) già materia di insegnamento della Scuola, e di elevare di un tono le attività artigianali basate sul legno, con l’avvicinamento alla musica, nella piena consapevolezza della sua valenza educativa portatrice di una più alta sensibilità umanistica.

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