La lettera di Tino Buffoli/3: “Caro sindaco di Rovato ti scrivo…”

Riceviamo e pubblichiamo da Agostino “Tino” Buffoli, già vicesindaco di Rovato e ora del circolo culturale C.E.A.L.F. di Rovato.

Qui sotto le prime due missive:

La lettera di novembre

La lettera di dicembre

Per chi volesse scriverci, la nostra mail è rovatopuntoorg@gmail.com

Liberare la Piazza Cavour dalle macchine è una scelta ormai matura e un tale provvedimento dovrebbe essere subito adottato. L’arco vantiniano e la Piazza antistante sono il simbolo della nostra Città. Se chiedeste a chiunque, artista, cittadino o forestiero di come sintetizzare Rovato, la risposta sarebbe scontata. Il dovere di un’Amministrazione è anche quello di tutelare e presidiare i simboli attorno ai quali si forma, matura e si sviluppa il senso ed il significato di “comunitas”. Declassare il più bel monumento che abbiamo a parcheggio sistematico e selvaggio non è un bel vedere, non è saggio, nemmeno dignitoso e ogni obiezione cade al solo considerare che la Piazza è il più bel luogo di Rovato e il bello va sempre difeso e preservato perché fa bene alle menti e ai cuori.

Il tempo di questa legislatura fugge e un’attenzione al monumento vantiniano sarebbe un segnale importante. Pensare di procrastinare, subordinando alla realizzazione di futuri ponti, sarebbe un errore anche perché il tema della Piazza potrebbe intendersi come inizio di una riflessione più generale sulla qualità della vita nella nostra città (pensiero che ho ritrovato anche in un editoriale del Leone).

Rovato ha subito, in particolare negli anni recenti, un concitato sviluppo urbanistico con un eccesso di edilizia nuova in piani di zona a volte discutibili e a scapito della conservazione e rivalutazione del patrimonio esistente. Inoltre è assediato da un traffico divenuto insostenibile che causa problemi logistici e sanitari.

Chiudere la Piazza, sarebbe un gesto oltre che saggio, simbolico, consapevoli che non esistono solamente i fans della macchina a tutti i costi ma anche cittadini che amerebbero passeggiare in sicurezza respirando aria pulita. Oltretutto, questa nostra Piazza, unica per bellezza, degradante quel tanto che basta e racchiusa fra accessi obbligati, è un naturale anfiteatro che si presta a manifestazioni ed eventi che se di livello e sedimentati nel tempo, qualificherebbero culturalmente la nostra Città. Molti cittadini conservano ancora il buon ricordo degli spettacoli operistici di alcuni anni fa che riscossero un enorme successo e grande presenza di pubblico. Quindi…”L’”Opera di Franciacorta” stagione lirica….. a Rovato…” perché no?

Noticina in grigio: Ferisce che si debba gratitudine a chi, forestiero, ha collocato ai due angoli della Piazza quelle striminzite colonnette che la celebrano, augurandomi che possano essere più decorosamente ideate dal mio Comune.

Tino Buffoli. Febbraio 2018

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La lettera di Tino Buffoli: “Caro sindaco di Rovato ti scrivo…”

Riceviamo e pubblichiamo da Agostino “Tino” Buffoli, già vicesindaco di Rovato e ora del circolo culturale C.E.A.L.F. di Rovato.

Per chi volesse scriverci, la nostra mail è rovatopuntoorg@gmail.com:

Dalla lettura degli editoriali del nostro Sindaco sul “Leone”, si arguiscono orientamenti che vanno nel senso giusto allorquando si parla di contenere il traffico che a Rovato ha ormai raggiunto soglie insostenibili o di pedonalizzare la Piazza e in genere di creare un ambiente più vivibile. Ma se non si vuole correre il rischio che le lodevoli intenzioni rimangano nel vago, bisogna che si affrontino nello specifico attraverso una visione d’insieme che ponderando scelte coraggiose (e magari impopolari) si traducano in  mutamenti strutturali.

Faccio un esempio: si dice che sarà realizzato un ponte che attraversa gli Spalti che costerà circa 600 mila euri. Una iniziativa del genere, (senza entrare nel merito di valutarla prioritaria rispetto ad altre), se isolata da un contesto più generale rischia di essere sterile. Il problema vero da affrontare è come salvare il Centro storico da un progressivo degrado e spopolamento. In questa visione magari può anche starci il ponte come agevolatore del transito  pedonale ma come si può pensare alla sua realizzazione senza prima o contestualmente provvedere alla bonifica ed al restauro degli Spalti. Un ponte futuristico in mezzo ai rovi ed alle mura diroccate non avrebbe senso. Ma allora l’impegno della spesa si aggrava di ben oltre. Accanto a ciò, un onere così significativo sarebbe forse giustificato se come contropartita avrebbe il decongestionamento della Piazza e delle zone adiacenti, così’ come si vuole aleggiare. Ma attraverso quali misure potrebbe realizzarsi? La gente vorrebbe saperlo.

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