Karate Genocchio Rovato, Valentina Cavalleri è campionessa italiana cadetti
Ai campionati italiani di Ostia la karateka della scuola rovatese ha vinto l'oro nel kumite, un anno dopo l'argento. Buoni piazzamenti anche per i compagni di squadra qualificati a gennaio.
All’inizio di marzo 2008 la Scuola Karate Genocchio di Rovato ha festeggiato una medaglia d’oro ai Campionati Italiani della categoria cadetti, riservata agli atleti tra i 15 e i 18 anni. A conquistarla è stata Valentina Cavalleri, classe 1991, nella specialità del kumite, il combattimento. La gara, organizzata dalla F.I.J.L.K.A.M., la federazione italiana che riunisce judo, lotta, karate e arti marziali, si è svolta nel primo fine settimana del mese al Centro Olimpico di Ostia, vicino a Roma.
Dall’argento all’oro in un anno
Per Cavalleri il titolo è stato il coronamento di un percorso iniziato la stagione precedente: nel 2007, nella stessa categoria, aveva ottenuto la medaglia d’argento. A Ostia ha superato quattro turni eliminatori prima di arrivare alla finale, dove ha affrontato un’atleta di Roma.
L’incontro decisivo si è chiuso in parità. A quel punto la decisione è passata ai quattro ufficiali di gara, che hanno assegnato la vittoria alla karateka rovatese. Un successo arrivato quindi sul filo, al termine di una giornata lunga e impegnativa.
Il maestro
Direttore tecnico della scuola era il maestro Franco Genocchio, cintura nera sesto dan, il riferimento di una realtà che a Rovato aveva formato generazioni di atleti.
I risultati degli altri rovatesi
A Ostia la scuola rovatese era presente con un gruppo di atleti che si erano guadagnati il pass nelle selezioni regionali di gennaio. Questi i loro piazzamenti:
- Valentina Tognoli, categoria 45 kg, quarta classificata: secondo la cronaca dell’epoca, avrebbe mancato il bronzo dopo due decisioni arbitrali giudicate sfavorevoli;
- Andrea Bosetti, categoria 60 kg, settimo posto;
- Diego Pezzotti, categoria 65 kg, settimo posto;
- Luca Fisogni, categoria 55 kg, eliminato al primo turno.
Per una scuola di provincia, portare cinque atleti alle finali nazionali e tornare con un titolo e diversi piazzamenti di rilievo era un risultato significativo.
Una scuola abituata ai podi
La Scuola Karate Genocchio aveva alle spalle una lunga tradizione di risultati: all’epoca contava già oltre cento medaglie conquistate ai campionati italiani. L’oro di Cavalleri si aggiungeva quindi a un palmarès ricco, che faceva della società uno dei punti di riferimento del karate bresciano.
Che cos’è il kumite
Nel karate sportivo si distinguono due specialità principali. Il kata è l’esecuzione di una sequenza codificata di tecniche contro avversari immaginari, valutata da una giuria. Il kumite è invece il combattimento vero e proprio tra due atleti, con tecniche controllate e punteggi assegnati dagli arbitri. Proprio per questo, in caso di parità, il giudizio degli ufficiali di gara diventa decisivo, come è accaduto nella finale di Ostia.
Il percorso verso la finale nazionale
Arrivare a Ostia non era scontato. I campionati italiani cadetti prevedevano una selezione a livello regionale, che gli atleti rovatesi avevano superato nel mese di gennaio. Solo chi otteneva il pass poteva misurarsi con i migliori pari età del Paese, in un tabellone a eliminazione diretta dove ogni incontro poteva essere l’ultimo. Per questo le quattro vittorie consecutive di Cavalleri prima della finale, e i piazzamenti dei compagni, raccontavano il lavoro di un’intera stagione in palestra.
Altre storie della Genocchio
I successi della scuola rovatese sono proseguiti anche negli anni successivi: se ne trova traccia, per esempio, nell’articolo sulla Genocchio ancora in cima alle classifiche nazionali. Le altre cronache sono raccolte nella sezione sport.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 3 marzo 2008 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
