Bergomi (Pd Rovato): “Il settimanale Chiari Week condannato dal Tribunale civile a risarcirmi”

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato da Angelo Bergomi, già candidato sindaco per il centrosinistra a Rovato e ora capogruppo del Pd in Consiglio comunale:

“Nelle edizioni del 21 e 28 Febbraio 2014 del settimanale “(In) Chiari Week”  sono state pubblicate due intere pagine (una per pubblicazione) contenenti notizie false dal contenuto lesivo della mia reputazione. Nello specifico si trattava di articoli anonimi (firmati da un irriconoscibile pseudonimo) sotto forma di informazione pubblicitaria a pagamento. All’epoca, nonostante mie richieste scritte, non mi vennero forniti i nominativi degli acquirenti/autori delle suddette pagine.

In particolare, gli articoli contenevano pesanti allusioni a mie presunte inadempienze amministrative nella gestione della discarica rovatese ex-Rovedil, all’epoca del mio impegno come assessore nel Comune di Rovato. Venivo, altresì, definito con epiteti irriguardosi e volgari.

Finalmente, a distanza di tre anni e otto mesi dai fatti, il Tribunale Civile di Brescia con sentenza n. 3125/2017, ha condannato il direttore responsabile e l’editore del giornale a risarcirmi per i danni causati al mio onore, alla mia reputazione e alla mia dignità personale, nonché i danni morali, derivanti dalla divulgazione dei suddetti articoli diffamatori, per una cifra complessiva di circa 8.000€ comprensivi di spese legali e riparazione pecuniaria.

Il provvedimento ha quindi accertato la falsità delle accuse a me rivolte e la rozzezza delle critiche.

Nel corso della causa civile sono emersi anche i nominativi degli acquirenti delle suddette pagine che sono quindi oggi a me noti.

Per il momento giustizia è stata fatta.

Questi sono stati per me anni difficili: ho condotto questa battaglia legale anche per affermare il principio che con la reputazione delle persone non si scherza. Chi decide di farlo è giusto che ne paghi le conseguenze.

Ringrazio il mio legale Avv Michela Pinelli che mi ha accompagnato in questo percorso e tutte le persone che mi sono state accanto.

Angelo Bergomi

Rovato(BS)”

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Viminale e Prefettura: “gli assessori esterni di Rovato non possono avere debiti con il Comune”.

Da Rovato alla Prefettura di Brescia, da piazza Paolo VI al Viminale di Roma…e ritorno.

Due assessori esterni del Comune di Rovato, avendo in corso delle rateizzazioni di debiti con lo stesso ente, non sono compatibili con la carica. In caso di impugnazione da parte di qualche cittadino, quindi, i due assessori avrebbero invalidato la loro nomina.

I nomi degli assessori non ci sono, ma la nota siglata dalla direttrice centrale del Ministero dell’Interno, Carmen Perrotta, a sua volta sollecitata dal funzionario della Prefettura bresciana, Salvatore Pasquariello, viene spedita non solo ai consiglieri delle opposizioni che avevano chiesto chiarimenti, ma anche al sindaco di Rovato, Tiziano Belotti, in modo che possa porre rimedio.

Come? Lo si scoprirà, probabilmente, giovedì 20 luglio, in occasione del Consiglio comunale.

LA NOTA – Nel testo arrivato da Roma si specifica come (il 30 agosto 2016) “la Prefettura ha sottoposto alle valutazioni di questo Ministero la posizione di due assessori esterni del comune di Rovato che, essendo debitori dell’ente, hanno ottenuto dall’amministrazione comunale una dilazione di pagamento rispettivamente per debiti tributari e per una sanzione pecuniaria derivante da violazione del codice della strada.

Ciò stante, codesta Prefettura ha chiesto «un parere sull’esistenza o meno della causa di incompatibilità e dell’organo che la debba contestare, anche al fine di procedere, in caso di inerzia, all ’applicazione dell ’art. 70 del TUEL.

Al riguardo – premesso che, ai sensi dell’art. 47 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, gli assessori esterni devono presentare gli stessi requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità previsti per i consiglieri comunali – si osserva che, come chiarito in giurisprudenza, la dilazione non idonea «a far venir meno il requisito della esigibilità del debito per come contemplato dall’art. 63, comma primo, n. 6, D.lgs. n. 267/2000 ai fini della configurabilità della causa di incompatibilità alla carica di consigliere comunale, attenendo la rateizzazione al mero profilo delle modalità di versamento del relativo importo, senza incidenza alcuna, per contro, sull’attualità della dovutezza del pagamento e, quindi, sulla correlata immediata azionabilità nel caso di specie della pretesa creditoria vantata dal Comune» (cfr. Corte di Appello di Catanzaro, I Sezione Civile, sentenza 22 ottobre 2014, n. 1467).

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Rovato: il nuovo assessore al bilancio è Simone Agnelli.

sMeno di due settimane. Tanto è durata la reggenza della delega al bilancio del Comune di Rovato da parte del sindaco Tiziano Belotti.

Lo scorso 21 dicembre la revoca delle deleghe a Tanja Tirelli, rimasta in sella per otto mesi, e dopo un periodo analogo, il primo, nelle mani di Marianna Archetti, ora tocca a Simone Agnelli.

Il neoassessore al bilancio del Comune di Rovato è lui.

A metterlo nero su bianco, il decreto numero 1 del 3 gennaio 2017, siglato da Belotti: lo trovate qui.

Il nuovo assessore al bilancio, Simone Agnelli, ha 34 anni, e attualmente ricopre già la carica di assessore a: Istruzione – Cultura – Sport – Tempo Libero – Politiche giovanili – Strutture sportive – Biblioteca e Archivio storico comunale – Associazionismo – Turismo e promozione territorio – Feste popolari.

Agnelli era già stato assessore durante la precedente legislatura, quella della sindaca Roberta Martinelli, durata dal maggio 2012 al novembre 2014.

 

Rovato: cacciata la seconda assessora al bilancio. Tocca alla Tirelli.

ddIl sindaco di Rovato Tiziano Belotti revoca le deleghe all’assessora al bilancio, macello e farmacia comunale, Tanja Tirelli.

E’ la seconda volta che succede, per le stesse deleghe, dall’entrata in carica dell’Amministrazione nel luglio 2015: a febbraio le deleghe erano state tolte a Marianna Archetti e poi riassegnate proprio alla Tirelli.

Motivazione ufficiale: “è venuto meno il rapporto fiduciario e per evitare l’insorgere di dannose situazioni di conflittualità, che potrebbero ostacolare l’attività collegiale della giunta e il buon andamento dell’azione amministrativa”.

Dietro ci sono le tensioni per la querelle dei volantini anonimi di metà novembre (clicca qui per il post dedicato), secondo cui il vicesindaco Toscani, sua moglie Gabriella Pe’ (consigliere comunale) e i due Assessori Simona Bosio (Servizi Sociali) e Daniela Dotti (Urbanistica) avrebbero nei confronti del Comune di Rovato di cui sono alla guida un consistente debito, che ammonterebbe – si leggerebbe sempre sui volantini – a circa 150mila euro complessivi. Vicenda su cui i quattro esponenti politici della Lega Nord e della civica per Belotti hanno presentato una denuncia, contro ignoti, ai Carabinieri di Rovato.

Sullo sfondo, però, resta la mai risolta guerra interna al Carroccio di Rovato, iniziata ufficialmente con la caduta dell’Amministrazione Martinelli, passata poi dai gossip delle “gole profonde” su Facebook e finita poi sui muri del paese, a mo’ di volantino anonimo.

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Volantini anonimi contro 4 membri della maggioranza. Scattata la denuncia. Ci sarebbero le riprese delle videocamere.

Municipio_-_RovatoCome riporta il quotidiano “Il Giorno”, nella notte tra lunedì e martedì a Rovato sarebbero apparsi in zone ad elevata frequentazione (alcuni bar e cimitero) dei volantini dal contenuto decisamente pesante.

Chiara e diretta l’accusa contenuta negli stessi: il vicesindaco Toscani, sua moglie Gabriella Pe’ (consigliere comunale) ed i due Assessori Simona Bosio (Servizi Sociali) e Daniela Dotti (Urbanistica) avrebbero nei confronti del Comune di Rovato di cui sono alla guida un consistente debito, che ammonterebbe – si leggerebbe sempre sui volantini – a circa 150mila Euro complessivi.

Accusa questa prontamente respinta dai 4, che con il vicesindaco Toscani ne hanno ribadito la completa infondatezza.

I volantini riporterebbero in calce la firma “Movimento 5 Stelle”, il quale però si sarebbe subito dichiarato totalmente estraneo alla vicenda.

Così la pensano anche i 4 diretti interessati, facenti parte della maggioranza di centrodestra a trazione leghista che guida il Municipio di via Lamarmora, i quali hanno immediatamente sporto denuncia querela presso la Stazione dei Carabinieri di Rovato.

Stando sempre a quanto riportato dal quotidiano “Il giorno”, i sospetti dei 4 amministratori accusati ricadrebbero invece su una persona vicina alla stessa Lega Nord ma che da qualche tempo avrebbe iniziato a “remare contro”. A sostegno dei sospetti ci sarebbero un testimone e diverse riprese effettuate da videocamere, in cui si vedrebbe la persona in questione ed anche la targa dell’auto, di proprietà della famiglia, usata per gli spostamenti interni al paese.

Discarica Macogna: Rovato, Travagliato e Berlingo si sfilano dalla battaglia legale. Solo Cazzago ricorre al Consiglio di Stato.

macogna vergognaIl fronte unico dei 4 Comuni interessati dalla discarica Macogna si sfalda. Ben 3 dei 4 Comuni che lo costituivano gettano le armi legali e decidono di non ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Brescia che 3 mesi fa aveva sostanzialmente concesso la riapertura della Macogna come discarica di inerti.

Il dietrofront di Rovato, Travagliato e Berlingo lascia perciò da solo nella querelle legale il Comune di Cazzago San Martino, con il Sindaco Mossini che ha commentato così al Bresciaoggi: “Sono deluso e amareggiato, ma non intendo rassegnarmi . Non voglio lasciare nulla di intentato per tutelare la salute dei cittadini e non posso mollare proprio adesso. Peccato che il fronte dei sindaci si sia sgretolato, perchè il peso di quattro Comuni sarebbe stato maggiore, invece siamo stati abbandonati a noi stessi. Quella di rinunciare a impugnare il verdetto del Tar è una scelta inspiegabile, ma che non voglio commentare. Dico soltanto che, anche se il ricorso al Consiglio di Stato peserà economicamente sul Comune di Cazzago, potremo alla fine affermare di aver fatto tutto il possibile per dire no alla discarica Macogna”.

Sul medesimo quotidiano locale si è espresso anche il primo cittadino rovatese Tiziano Belotti: “Il ricorso al Consiglio di Stato sarebbe stata una strada costosa e dai risultati incerti e scarsi, visto che il pronunciamento dal Tar ha “disarmato” i Comuni. La nostra attenzione si sposta sulla Provincia: deve dare risposte urgenti sul destino della Macogna: e stavolta dovranno essere risposte chiare”.

La posizione del Sindaco Belotti è stata oggetto di critiche da parte del Partito Democratico di Rovato. “Ci chiediamo con che faccia il sindaco pretenda risposte dall’attuale Provincia quando fino all’Ottobre 2014 la Provincia di Brescia a guida leghista se n’è infischiata delle preoccupazioni dei cittadini al punto da autorizzare la discarica (Luglio 2013)” si legge in un comunicato del circolo rovatese dei democratici (il testo integrale lo si può leggere qui).

Rovato: la “Festa dei Nonni” entra nel vivo.

nonni rovatoEntra nel vivo a Rovato la “Festa dei Nonni”, organizzata dall’ufficio Pub­blica Assistenza del Comune di Rovato con Fondazione Lucini Can­tù, Amici della Casa di Riposo, Auser Insieme Rovato, Pensionati S.Carlo, Istituto Comprensivo Don Milani.

Sabato 28 maggio alle ore 10.00 ritrovo alla Lucini Cantù e par­tenza per una crociera a Montisola; al rientro (ore 17.00), alla Casa delle Associazioni, inaugurazione mostra di pittura di Giacinto Picozza e di cucito di Giuliana Salvini. A seguire, rinfresco offerto dai volontari della casa di riposo e Auser.

A seguire, altri appuntamenti:

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