Covid19 a Rovato, colpito un cittadino su sei: apre il punto tamponi di via Martinengo Cesaresco
Oltre 3.200 casi dall'inizio della pandemia e 61 decessi ufficiali. Dal 25 gennaio 2022 l'ASST Franciacorta trasferiva da Chiari a Rovato il drive through per i tamponi molecolari, accessibile solo su prenotazione.
A fine gennaio 2022, nel pieno dell’ondata invernale, Rovato contava oltre 3.200 casi di Covid19 dall’inizio della pandemia, nel marzo 2020. Si trattava di circa il 16% della popolazione, quindi almeno un abitante su sei. Proprio in quei giorni apriva in città un punto tamponi in modalità drive through, trasferito dall’ASST Franciacorta da Chiari a Rovato.
I numeri della pandemia a Rovato
Il dato dei contagi, superiore a 3.200, era cresciuto rapidamente nelle ultime settimane, segnate dalla diffusione della variante Omicron in tutta Italia. I decessi ufficiali in città erano 61. Rovato.org sottolineava però che, dopo l’arrivo dei vaccini, il numero delle morti era rallentato in modo netto rispetto alle prime fasi dell’emergenza.
Per avere un termine di confronto, un anno prima la città aveva superato la soglia dei mille positivi, come raccontato nell’articolo Covid a Rovato, superati i mille positivi. Ancora prima, nella primavera 2020, il contagio aveva colpito duramente l’ovest bresciano, con oltre 800 casi già nei primi mesi.
Il nuovo punto tamponi di via Martinengo Cesaresco
Da martedì 25 gennaio 2022 il drive through per i tamponi molecolari si trovava nel parcheggio di via Martinengo Cesaresco, accanto all’isola ecologica e poco a nord del Foro Boario. In precedenza il servizio era attivo a Chiari, in via Per Castelcovati. Il trasferimento era stato deciso dall’ASST Franciacorta, mentre il Comune di Rovato aveva messo a disposizione l’area.
Come si accedeva
Al punto tamponi non si poteva arrivare liberamente. L’accesso era riservato a chi aveva una prenotazione, effettuata tramite il medico di famiglia, il pediatra o l’ATS. Occorreva presentarsi con l’impegnativa del medico oppure con il provvedimento di isolamento emesso dall’ATS, nel caso del tampone di fine quarantena. Non erano previsti tamponi a pagamento.
Gli orari
- dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16;
- primo, terzo ed eventuale quinto sabato del mese, dalle 8 alle 14;
- seconda e quarta domenica del mese, dalle 8 alle 14.
Perché la prenotazione era obbligatoria
La regola della prenotazione rispondeva a un’esigenza pratica. Nelle settimane di Omicron la richiesta di tamponi era altissima e i punti senza appuntamento rischiavano code lunghe e attese di ore. Passando dal medico, dal pediatra o dall’ATS, il sistema sanitario poteva dare la precedenza a chi aveva sintomi, a chi era entrato in contatto con un positivo e a chi doveva certificare la fine dell’isolamento, distribuendo gli accessi nell’arco della giornata. Chi cercava un test per altre ragioni doveva invece rivolgersi altrove, per esempio alle farmacie, dato che in via Martinengo Cesaresco non si eseguivano tamponi a pagamento.
Un servizio vicino ai cittadini
La modalità drive through, in cui il tampone si esegue restando in auto, era stata adottata in molte zone d’Italia per gestire grandi numeri in sicurezza e ridurre i contatti. Avere il servizio a Rovato significava evitare a molti cittadini lo spostamento verso Chiari in un periodo in cui le richieste di test erano molto numerose, fra nuovi positivi, contatti stretti e fine quarantena.
Il Foro Boario, poco distante dal punto tamponi, era lo stesso luogo dove nel maggio 2020 era ripartito il mercato del lunedì, come ricordato nell’articolo sulla fase 2 e la ripresa del mercato.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 25 gennaio 2022 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
