Limen, cinque lunedì al Convento dell’Annunciata sul tema della soglia
Dal 12 aprile al 10 maggio 2010 il convento sul Monte Orfano ha ospitato filosofi, teologi e pedagogisti per riflettere su confini, margini e frontiere: si partiva con Salvatore Natoli.
Nella primavera del 2010 il Convento dell’Annunciata, sul Monte Orfano sopra Rovato, ha proposto un nuovo ciclo di incontri dal titolo «Limen». La parola latina indica la soglia, e il sottotitolo ne allargava subito il senso: soglia, porta, margine, confine, frontiera. Gli appuntamenti si tenevano ogni lunedì sera, dal 12 aprile al 10 maggio, alle 20.30, con ingresso libero. Ad aprire la serie era il filosofo Salvatore Natoli.
Il calendario degli incontri
Cinque serate, cinque relatori, ciascuno chiamato a guardare la soglia da una prospettiva diversa:
- lunedì 12 aprile: «Katastrophé: verso dove?», con Salvatore Natoli;
- lunedì 19 aprile: «…un po’ fuori dal mondo», con Vito Mancuso;
- lunedì 26 aprile: «Marginalia», un itinerario degli esclusi dai bordi delle pagine alle periferie delle città, con Raffaele Mantegazza;
- lunedì 3 maggio: «Il luogo fecondo della conoscenza», con Gabriella Caramore;
- lunedì 10 maggio: «La liminalità rituale: oltre il quotidiano», con Giorgio Bonaccorso.
Ogni serata seguiva lo stesso schema: alle 20.30 la relazione, alle 21.30 lo spazio per il dibattito con il pubblico. Per informazioni il convento indicava il proprio numero telefonico.
Una parola, molti significati
Il tema scelto si prestava a letture molto diverse. La soglia è il punto in cui si passa da un luogo all’altro, ma anche il momento in cui una condizione finisce e un’altra comincia. Il margine evoca chi resta ai bordi, il confine e la frontiera richiamano la separazione tra territori e tra persone.
Dalla filosofia alla liturgia
Il programma alternava approcci differenti. Il titolo di Natoli richiamava la parola greca da cui deriva «catastrofe», che in origine indicava un rovesciamento, un cambio di direzione. Mantegazza, pedagogista, proponeva un percorso sugli esclusi, dai margini delle pagine a quelli delle città. Caramore, voce nota della divulgazione culturale e religiosa, legava la soglia alla conoscenza. Bonaccorso chiudeva con il concetto antropologico di liminalità, cioè la fase di passaggio che i riti accompagnano.
I relatori
Il cartellone riuniva nomi conosciuti del dibattito culturale italiano. Salvatore Natoli è un filosofo che si è occupato a lungo del dolore, della felicità e dell’etica. Vito Mancuso è un teologo noto per i suoi saggi sui rapporti tra fede e pensiero contemporaneo. Raffaele Mantegazza è un pedagogista attento ai temi dell’educazione e dell’esclusione. Gabriella Caramore ha lavorato per anni alla divulgazione dei temi religiosi e culturali. Giorgio Bonaccorso è un teologo che ha studiato in particolare il rito e la liturgia.
Perché parlare di soglia
Scegliere la soglia come filo conduttore significava interrogarsi sui passaggi: quelli della vita personale, come le crisi e i cambiamenti, e quelli collettivi, come i confini tra comunità e le frontiere che separano chi è dentro da chi resta fuori. Un tema che si prestava sia alla riflessione filosofica sia a quella spirituale, e che il pubblico poteva poi riprendere nel dibattito che chiudeva ogni serata.
Il convento come luogo di confronto
Il Convento dell’Annunciata, che domina la pianura dal Monte Orfano, era da tempo non solo un luogo di spiritualità ma anche uno spazio di incontro culturale aperto alla città e alla Franciacorta. Cicli come «Limen» portavano a Rovato pensatori di rilievo nazionale e offrivano al pubblico un’occasione di riflessione su temi che riguardano la vita di tutti. Lo stesso convento ha ospitato negli anni seguenti altri percorsi, come quello d’Avvento dedicato all’antropologia. Altri appuntamenti sono raccolti nella sezione cultura.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 12 aprile 2010 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
