Il volto dell’anima, a Palazzo Sonzogni i ritratti degli allievi della Scuola Ricchino

Dal 25 maggio al 6 giugno 2013 Palazzo Sonzogni aveva ospitato i ritratti degli ospiti della Fondazione Lucini Cantù realizzati dagli allievi del corso di disegno e pittura del Ricchino.

Elena Ghidini Di Elena Ghidini
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Il volto dell’anima, a Palazzo Sonzogni i ritratti degli allievi della Scuola Ricchino
Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Syrio. Licenza: CC BY-SA 4.0.

Nella primavera del 2013 Rovato aveva accolto una mostra nata dall’incontro tra tre realtà del territorio. Dal 25 maggio al 6 giugno Palazzo Sonzogni, in corso Bonomelli 22, aveva ospitato Il volto dell’anima, un’esposizione di ritratti realizzati dagli allievi del corso di disegno e pittura della Scuola F. Ricchino. I soggetti erano gli ospiti della Fondazione Lucini Cantù, che si erano prestati a posare per gli studenti.

Il progetto e i suoi protagonisti

Il lavoro era stato seguito dai docenti Armando Tomasi e Davide Castelvedere, con l’assistenza di Gabriele Rodella. L’idea di fondo era quella di andare oltre il semplice esercizio tecnico: ritrarre un volto significa osservarlo a lungo, coglierne i segni e le espressioni, e proprio da questo sguardo attento era nato il titolo della mostra.

Al progetto aveva partecipato anche la Comunità Fraternità di Ospitaletto, cooperativa sociale attiva da 25 anni nell’accoglienza e nel recupero di persone in difficoltà. Attraverso la sua iniziativa Lavori in corso, dedicata all’inserimento lavorativo, la cooperativa aveva realizzato le cornici dei quadri nel proprio laboratorio di falegnameria e restauro, sotto la guida del maestro d’opera Filippo Lenza. Il risultato era un’esposizione in cui ogni opera portava con sé il contributo di persone diverse.

Per gli allievi del corso, la mostra rappresentava anche il punto d’arrivo di un percorso didattico durato mesi. Lavorare dal vero, con modelli che non sono professionisti della posa, richiede pazienza e capacità di relazione: ogni seduta diventava un’occasione di dialogo tra generazioni diverse. Per gli ospiti della residenza, invece, vedersi ritratti ed esposti in uno spazio pubblico del centro era un modo per sentirsi parte della vita cittadina. La collaborazione con la cooperativa di Ospitaletto aggiungeva un ulteriore significato, mostrando come anche un lavoro artigianale, come la costruzione di una cornice, possa diventare uno strumento di inclusione.

Date e orari della mostra

L’inaugurazione era fissata per sabato 25 maggio alle 15. Nei giorni successivi la mostra sarebbe rimasta aperta fino al 6 giugno: il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19, nei giorni feriali dalle 16 alle 19. L’ingresso a Palazzo Sonzogni, uno degli spazi del centro storico utilizzati per iniziative culturali, rendeva l’evento facilmente raggiungibile per chi passeggiava lungo corso Bonomelli.

Due istituzioni storiche di Rovato

La Scuola Ricchino è un’associazione culturale senza scopo di lucro con una storia lunga quasi 140 anni, nata come opera di beneficenza per offrire formazione professionale ai giovani. Nel tempo ha mantenuto la vocazione per le arti e i mestieri, proponendo corsi di disegno, pittura e artigianato artistico, come raccontato anche a proposito della rassegna primaverile del Ricchino e del corso di liuteria.

La Fondazione Lucini Cantù è invece la storica residenza per anziani di Rovato, punto di riferimento per molte famiglie della città e dei paesi vicini. Portare i suoi ospiti al centro di una mostra significava dare visibilità a una parte della comunità che spesso resta ai margini della vita pubblica.

Il volto dell’anima era quindi un piccolo esempio di come scuola, assistenza e cooperazione sociale potessero lavorare insieme su un unico progetto, offrendo alla città un momento di incontro oltre che un’esposizione d’arte. Altre iniziative si trovano nella sezione cultura.

Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 24 maggio 2013 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.