Aerei su Rovato, la sperimentazione delle nuove rotte di Orio al Serio affolla i cieli
Dal 22 giugno 2017 l'aeroporto di Bergamo provò nuove traiettorie di decollo. Un confronto dei tracciati di volo indicava un aumento dei passaggi sopra Rovato, la Franciacorta e l'Ovest bresciano.
Nell’estate del 2017 molti rovatesi alzarono gli occhi al cielo con una certa sorpresa. Dal 22 giugno l’aeroporto internazionale di Orio al Serio, intitolato a Caravaggio, aveva avviato una sperimentazione di nuove rotte, decisa dopo le proteste dei residenti dei comuni vicini allo scalo bergamasco. L’effetto, secondo un confronto dei tracciati di volo, era un aumento dei passaggi sopra la Franciacorta, Rovato e l’Ovest bresciano. Una novità che non passò inosservata e che alimentò commenti e lamentele anche tra i cittadini del nostro comune.
Che cosa mostravano i tracciati
Ad analizzare i dati fu Sensitive I/O, che mise a confronto le rotte registrate dal servizio Flightradar24 in due periodi: dal 15 al 17 giugno, prima della sperimentazione, e dal 22 al 24 giugno, dopo l’entrata in vigore delle nuove traiettorie. Il risultato, secondo questa analisi, indicava un incremento netto dei sorvoli sul territorio bresciano occidentale.
In particolare, la zona più interessata sembrava essere la parte meridionale di Rovato. Gran parte delle virate degli aerei, cioè il punto in cui i velivoli cambiano direzione dopo il decollo per immettersi sulla rotta di destinazione, risultava concentrata nell’area compresa tra Rovato e Cazzago San Martino.
Perché le rotte erano cambiate
Orio al Serio è uno degli scali più trafficati del Nord Italia, molto utilizzato dalle compagnie a basso costo, e si trova a ridosso di centri abitati. Da tempo i residenti dei comuni vicini all’aeroporto lamentavano il rumore dei decolli e degli atterraggi. La sperimentazione nasceva proprio per distribuire diversamente i sorvoli e ridurre il disagio nelle zone più vicine alla pista.
Spostare le traiettorie, però, significa inevitabilmente portare gli aerei sopra altri territori. È quanto sembrava accadere, stando ai dati raccolti, con la Franciacorta e la bassa bresciana occidentale.
Le reazioni
La sperimentazione non convinceva neppure sul versante bergamasco. Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, aveva chiesto all’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, e all’Enav, la società che gestisce il controllo del traffico aereo, di sospendere la prova.
A Rovato le segnalazioni si moltiplicarono sui social. Sulla pagina Facebook del gruppo Rovato Del Fare diversi utenti raccontavano di aver notato un viavai di aerei mai visto prima sopra le proprie case, con passaggi frequenti a ogni ora del giorno. Alcuni si chiedevano se il fenomeno sarebbe diventato stabile, altri sottolineavano il disturbo percepito nelle serate estive trascorse all’aperto.
Il gruppo civico, noto anche per iniziative di volontariato sul territorio come la pulizia della roggia Fusia, diventò così uno dei punti di raccolta delle segnalazioni dei cittadini.
Una questione aperta
Al momento della pubblicazione la sperimentazione era ancora in corso e non era chiaro quale sarebbe stato l’assetto definitivo delle rotte. Il caso mostrava comunque quanto le scelte prese attorno a un grande aeroporto possano avere effetti anche a decine di chilometri di distanza, coinvolgendo comunità che non partecipano direttamente alle decisioni sullo scalo.
Il tema del rumore e della qualità della vita si intreccia con altri capitoli della cronaca ambientale del territorio; altre notizie locali dell’epoca sono raccolte nella sezione cronaca.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 10 luglio 2017 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
