Rovato del Fare diventa un’associazione e ripulisce la roggia Fusia
Il gruppo Facebook da oltre 3.200 iscritti, nato per segnalare ciò che non funziona in città, si costituiva in associazione nel marzo 2017. Dopo la pulizia della roggia Fusia, il turno del parco di via Parini.
Nel marzo 2017 “Rovato del Fare”, il gruppo Facebook fondato da Alberto Cicolari e Giorgio Zammarchi, compiva un passo in più: da semplice comunità online diventava un’associazione. Il gruppo contava già oltre 3.200 membri e si era fatto conoscere per un metodo semplice: raccogliere le segnalazioni dei cittadini su ciò che non funzionava nella capitale della Franciacorta, girarle agli uffici competenti e, quando possibile, intervenire direttamente sui problemi.
Dal gruppo Facebook all’associazione
La nascita dell’Associazione “Rovato del Fare” non cambiava la sostanza dell’impegno. Le attività continuavano a essere raccontate e organizzate sull’omonima pagina Facebook, che restava il punto di riferimento per chi voleva seguire le iniziative o proporne di nuove.
Il passaggio alla forma associativa dava però al gruppo una struttura più stabile. Per un’esperienza nata dal basso, organizzarsi in associazione significa di solito poter dialogare in modo più ordinato con l’amministrazione comunale e pianificare gli interventi con maggiore continuità, senza affidarsi soltanto alla buona volontà del momento.
Il metodo delle segnalazioni
Il cuore dell’attività restava la partecipazione dei cittadini. Chi notava un disservizio, un’area trascurata o un problema di decoro poteva segnalarlo al gruppo, che si occupava di inoltrarlo agli uffici competenti. In altri casi erano gli stessi membri a rimboccarsi le maniche, organizzando giornate di lavoro volontario.
La pulizia della roggia Fusia
Proprio una di queste giornate si era svolta sabato 11 marzo 2017. Un gruppo di “RDFers”, come si definivano i membri di Rovato del Fare, aveva ripulito la roggia Fusia nel tratto vicino alle scuole medie “Leonardo Da Vinci”.
Le rogge sono i canali irrigui che attraversano da secoli la pianura bresciana e la Franciacorta, nati per portare l’acqua ai campi. Quando scorrono in zone abitate, come accade a Rovato, finiscono spesso per raccogliere rifiuti abbandonati e sporcizia, e la loro manutenzione diventa anche una questione di decoro urbano. Un tratto pulito vicino a una scuola, frequentato ogni giorno da studenti e famiglie, rappresentava quindi un risultato visibile per tutti.
Il prossimo appuntamento: il parco di via Parini
I volontari avevano già fissato l’intervento successivo:
- quando: sabato 18 marzo 2017, alle 9.30;
- dove: il parco di via Parini, nella parte meridionale del villaggio San Carlo;
- riferimento: l’area alle spalle della sede di Cogeme.
Anche in quel caso l’obiettivo era restituire alla città uno spazio verde più curato e fruibile, con l’aiuto di chiunque volesse partecipare.
Le giornate di pulizia promosse dai cittadini hanno un valore che va oltre il singolo intervento: coinvolgono persone di età diverse, fanno conoscere angoli del proprio quartiere spesso trascurati e richiamano l’attenzione di tutti sul rispetto degli spazi comuni. È anche così che un gruppo nato sui social riesce a trasformarsi in una presenza concreta sul territorio.
Un impegno civico dal basso
L’esperienza di Rovato del Fare si inseriva in un periodo in cui il tema del decoro e dei rifiuti abbandonati era molto sentito in città. Lo raccontano anche gli articoli sul fenomeno del sacchetto selvaggio a Rovato e sul progetto verde fra villa Cantù e parco Aldo Moro. Altre notizie sul territorio sono nella sezione ambiente.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 13 marzo 2017 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
