Rette delle scuole dell’infanzia a Rovato: il Comune spiega gli aumenti dopo la lettera dei genitori
Nel giugno 2013 l'amministrazione rispondeva ai genitori del Don Milani: rette minime da 70 a 80 euro, massime da 140 a 160, trasporto a 20 euro al mese. Decisione presa con i presidenti delle materne.
Nel giugno 2013 a Rovato si era aperta una discussione sull’aumento delle rette delle scuole dell’infanzia e del servizio di trasporto dei bambini. Dopo la lettera dei genitori del Consiglio d’istituto del “Don Milani”, preoccupati per i rincari alla materna statale di via Santa Caterina, Rovato.org ospitava la replica integrale dell’amministrazione comunale. Il Comune difendeva la scelta come necessaria per garantire i servizi e scongiurare la chiusura di alcune scuole.
Le ragioni del Comune
Secondo l’amministrazione, l’adeguamento era indispensabile per mantenere aperte le scuole: senza interventi, alcune avrebbero rischiato la chiusura nel giro di un paio d’anni. I costi di gestione degli istituti di ogni grado, spiegava il Comune, erano aumentati come nel resto d’Italia, per due motivi principali:
- gli aumenti degli stipendi previsti dal contratto nazionale per insegnanti ed educatrici;
- il generale incremento del costo della vita.
Il confronto con i paesi vicini
Il Comune riferiva di aver svolto un’indagine nei centri limitrofi, da cui emergeva che le famiglie pagavano rette in media superiori del 40 o 45 per cento. In alcuni paesi le rette massime superavano i 200 euro mensili, a fronte dei 160 indicati per Rovato. A Coccaglio, ad esempio, la fascia più alta pagava tra 184 e 204 euro.
Una decisione presa con le scuole
L’aumento, secondo la ricostruzione del Comune, era stato concordato in un incontro del 2 maggio con i presidenti di tutte le scuole materne della città, preceduto da una riunione preparatoria il 26 aprile, utile a raccogliere osservazioni e richieste. Al tavolo del 2 maggio erano rappresentate le scuole dell’infanzia di Duomo, Rovato Centro, Sant’Andrea e Lodetto; per l’amministrazione erano presenti il vicesindaco Simone Toninelli e l’assessore alla pubblica istruzione Simone Agnelli.
Dal verbale, sottolineava il Comune, risultava che l’aumento era stato contenuto proprio per volontà dell’amministrazione. Già il 26 aprile le scuole materne autonome avevano fatto presente, all’unanimità, che quegli adeguamenti non sarebbero bastati a garantire il servizio. Le scuole del Duomo e di Lodetto avevano persino ipotizzato la chiusura in assenza di un aumento più consistente della retta massima, mentre vicesindaco e assessore avevano ribadito di preferire un ritocco più moderato.
Le nuove cifre
D’accordo con i presidenti, si era deciso di modificare le rette mensili in questo modo:
- retta minima: da 70 a 80 euro;
- retta massima: da 140 a 160 euro.
Il trasporto dei piccoli
Capitolo a parte per lo scuolabus delle materne. Fino ad allora il Comune chiedeva alle famiglie 50 euro l’anno, ma il mezzo utilizzato era vecchio e in cattive condizioni. Non potendo acquistarne uno nuovo, l’amministrazione annunciava che il servizio sarebbe stato appaltato e che la quota sarebbe diventata di 20 euro al mese. Anche qui il Comune citava i paesi vicini: a Chiari il bus costava 42,70 euro al mese, a Cazzago San Martino tra 21 e 45 euro, a Coccaglio 26 euro, mentre a Trenzano il servizio non era previsto.
Il senso della replica
Nelle intenzioni dell’amministrazione, l’aumento non voleva penalizzare la popolazione ma tutelare famiglie e bambini, assicurando servizi adeguati. Una posizione che rispondeva alle preoccupazioni dei genitori senza chiudere il confronto, in una città dove le scuole dell’infanzia paritarie delle frazioni affiancano quella statale. Altri passaggi sulla scuola rovatese sono nell’articolo sul Piano di diritto allo studio approvato in consiglio comunale; le altre notizie sono nella sezione cronaca.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 7 giugno 2013 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
