Covid19, Rovato supera gli 800 casi: il contagio preoccupa l’Ovest bresciano
Il 21 febbraio 2021 Rovato contava 802 positivi da inizio pandemia, cento in dieci giorni, e 51 vittime. Castrezzato in zona rossa, ricoveri raddoppiati in un mese nell'Asst Franciacorta e posti Covid tutti occupati.
Nel febbraio 2021 il contagio da Covid19 tornava a correre a Rovato. Secondo i dati di domenica 21 febbraio, i casi positivi ufficiali registrati in città dall’inizio della pandemia avevano raggiunto quota 802: ne erano bastati dieci giorni per contarne altri cento. Solo nell’ultima giornata se ne erano aggiunti 14, mentre il numero complessivo delle vittime restava fermo a 51.
Brescia la provincia più colpita
La crescita dei contagi di febbraio interessava tutta la provincia di Brescia, che in quei giorni risultava la più colpita della Lombardia e la seconda in Italia dopo Roma. La Franciacorta non faceva eccezione e anzi si trovava vicina a uno dei focolai più seri del momento.
Castrezzato in zona rossa
A pochi chilometri da Rovato, Castrezzato era infatti stata inserita in zona rossa, la fascia con le restrizioni più severe agli spostamenti e alle attività. La vicinanza rendeva ancora più alta l’attenzione nei comuni confinanti.
Il sistema delle fasce colorate, introdotto in Italia nell’autunno 2020, graduava le misure in base all’andamento dei contagi e alla tenuta degli ospedali: dal giallo, con limitazioni più leggere, all’arancione e al rosso. In quella fase le zone rosse potevano essere disposte anche per singoli comuni, quando i dati locali superavano le soglie di allerta, come era appunto accaduto a Castrezzato.
I numeri dei paesi vicini
Anche i dati del resto dell’Ovest bresciano e della Franciacorta meridionale descrivevano una situazione allarmante. Nella giornata precedente si erano registrati:
- a Chiari, 19 nuovi casi, per un totale di 892;
- a Palazzolo sull’Oglio, 16 nuovi casi, per un totale di 643.
Cifre che, come per Rovato, si riferivano al totale dei positivi accertati dall’inizio dell’emergenza e non soltanto ai casi attivi in quel momento. Rovato, Chiari e Palazzolo sono i centri più popolosi di quest’area, legati da spostamenti quotidiani per lavoro, scuola e commercio.
La pressione sugli ospedali
L’aspetto più preoccupante riguardava però gli ospedali. L’Asst Franciacorta, l’azienda sociosanitaria territoriale che gestisce le strutture dell’area, aveva visto raddoppiare i ricoverati in un mese: erano 37 a metà gennaio, erano diventati 73, rovatesi compresi, distribuiti tra l’ospedale Mellini di Chiari e le altre strutture della Franciacorta.
Nel fine settimana appena trascorso, la stessa Asst aveva comunicato ad Areu, l’agenzia regionale che coordina l’emergenza e l’urgenza sanitaria, di avere tutti i posti letto Covid occupati.
L’appello alla prudenza
In attesa di eventuali nuove misure da parte delle istituzioni, l’unica raccomandazione possibile restava quella di limitare gli spostamenti, evitare gli assembramenti e ridurre le occasioni di incontro e di contatto. Era il modo più diretto per rallentare la diffusione del virus e alleggerire il carico sulle strutture sanitarie del territorio.
Una seconda ondata lunga
Quei numeri si inserivano in una fase in cui la pandemia continuava a mettere alla prova la comunità rovatese. L’evoluzione dei contagi nelle settimane successive è raccontata negli articoli sul superamento dei mille positivi a Rovato e sull’apertura del punto tamponi in città. Altre notizie sono nella sezione cronaca.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 22 febbraio 2021 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
