Cava Bonfadina: arrivata la bozza della convenzione d’ufficio. Il parere del lettore

Riceviamo e pubblichiamo:

“Gentile redazione di Rovato.org

Sono a scrivervi in merito allo stato approvativo della cava Bonfadina, bacino estrattivo di 120 piò pensato dalla Provincia di Brescia e dalla Regione Lombardia all’ingresso dei comuni di Rovato e Cazzago S.M., pari a circa 106 campi da calcio regolari di serie A per una profondità pari a un condominio di 10 piani

Dopo una battaglia che ha visto i due comuni opporsi al piano cave provinciale prima (per le esagerate volumetrie concesse alle imprese più grandi) e al progetto previsto in località Mercurio-Bonfadina (denominato anche Ambito Territoriale Estrattivo 9) poi questa settimana è giunta agli uffici comunali la bozza di convenzione d’ufficio che la Provincia intende adottare.

Essa prevede semplicemente il rispetto degli orari di lavoro (7.00-19.00) e mitigazioni arboree di cui non si indica nemmeno la consistenza e il numero, trincerandosi dietro il rispetto delle soglie di legge in merito alle emissioni di polveri e acustiche: convenzione quindi ridicola nella sostanza.

Ricordo che i ricorsi al TAR di Brescia presentati dai due comuni, i carteggi inviati dai due sindaci e le iniziative promosse dal comitato anticava di Rovato (una decina di persone di Rovato Centro, Lodetto, San Giorgio) hanno condotto fino alla Commissione Europea. A ottobre 2006 la competente commissione europea ha intrapreso una messa in mora della Regione Lombardia perché le cave approvate nel bresciano di dimensioni superiori ai 20 ettari non erano state mai sottoposte a valutazione di impatto ambientale, nonostante la legge regionale che lo imponeva fosse del 1998!

Dopo le rimostranze delle imprese di escavazione ricevute più volte dall’assessore regionale Pagnoncelli (i comuni invece non sono mai stati sentiti, per inciso) la Regione è intervenuta modificando una porzione della legge regionale, ritenendo di essere venuta incontro alle rimostranze avanzate dalla Commissione Europea.

Fatto sta che questa modifica nulla toglie al principio di base della legge: se la superficie dell’ambito estrattivo supera i 20 ettari è obbligatoria la Valutazione di Impatto Ambientale.

La Bonfadina supera di gran lunga i 20 ettari, e la definizione che la legge dà di “cava” è inequivocabile: essa comprende non solo le superfici destinate ad estrazione ma anche l’area per impianti di lavorazione e trasformazione, l’area per strutture di servizio, l’area di stoccaggio, l’area circostante necessaria a garantire un corretto rapporto tra l’area di intervento e il territorio adiacente.

Quest’ultima rappresenta esattamente l’area verde che nei primi dieci anni non verrebbe toccata (salvo incrementi di volumetria a metà della durata decennale come sempre succede) e con essa l’ambito estrattivo della Bonfadina è da sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale.

Da sempre ci chiediamo che problemi abbia la ditta ad aspettare qualche mese in più e a sottoporre la cava all’iter di VIA sicura poi di poter partire indisturbata. La risposta è sempre la stessa: l’ufficio VIA potrebbe considerare incompatibile l’opera con un terreno che rientra nelle aree vitivinicole DOCG (fonte Coldiretti) o, nella peggiore delle ipotesi dare l’autorizzazione a fronte di mitigazioni ambientali molto costose per la ditta. Altro che siepi nane previste dalla bozza di convenzione della Provincia!

Il ministero dell’Ambiente si sta interessando del caso grazie a un insistito carteggio inviato dai sindaci. La Commissione Europea non si è ancora pronunciata. E la provincia che fa? Invia la bozza di convenzione come se nulla fosse a 4 giorni dalle elezioni, ben consapevole che l’eventuale richiesta di sospensiva al TAR la dovrebbero formulare i neoeletti sindaci di Rovato e Cazzago S.M..

Propongo allora alcuni interrogativi:

1) Come è possibile che il dirigente del competente settore regionale escluda dalla V.I.A. la BONFADINA basandosi solo sul materiale presentato dalla ditta proponente? E le centinaia di osservazioni dei comuni e dei privati? E i documenti protocollati da essi in alcuni anni di interessamento in Provincia? Che fine hanno fatto?

2) nel materiale presentato dalla ditta in Regione il dirigente di cui sopra ha trovato l’indicazione che ben 600 mila metri cubi concessi alla ditta sull’ambito estrattivo nuovo di Rovato sono stati spostati dall’ATE15 di Travagliato (la famosa cava Bettoni oggetto di domanda di discarica)? Ha ben presente che la legge regionale impone di allargare ambiti esistenti anziché aprirne di nuovi?

3) Nel plico presentato dalla ditta c’è scritto che la strada che si vorrebbe usare per far uscire i camion dalla cava (trecento al giorno) è di 3,5 metri di carreggiata, con divieto di transito ai mezzi pesanti e che i camion da cava sono bilici da più di 200 quintali l’uno?

4) C’è forse scritto che per gestire l’immissione sulla ex statale 11 dei camion la Provincia avrebbe pensato di realizzare una rotonda con potenziali espropri di terzi per farci stare la rotatoria? Espropri di privati (vivaio Polizzari, autolavaggio accanto al distributore la Moko e terreno di un terzo privato) per un’opera di uso meramente privato.

Se queste cose non sono evidenti dal materiale esaminato in Regione ritengo che i funzionari competenti regionali/provinciali debbano autotutelarsi, fermando il procedimento e riservandosi di valutare anche il materiale e le ragioni delle amministrazioni comunali, alla luce di ben due ricorsi al Tar tuttora in essere.

E la si smetta di studiare ad arte il giorno in cui inviare le comunicazioni agli uffici tecnici dei due comuni, sfruttando il contingente momento elettorale delle comunità interessate. A Rovato questi sotterfugi li si conosce fin troppo bene.

Ing. Angelo Bergomi”

11 Commenti to “Cava Bonfadina: arrivata la bozza della convenzione d’ufficio. Il parere del lettore”

  1. no cava no discarica:

    nè la cava nè la discarica

    la franciacorta ha già dato abbastanza!!!!

    basta!!!!!!!

  2. giovanni_ghidini:

    appoggio totale alla lotta contro la cava.

  3. diego:

    Bravissimo, Angelo!
    Anche questa volta hai smascherato il comportamento grottesco della provincia e della regione…. c’e’ solo da sperare che la nuova giunta comunale non provenga dallo stesso pollaio e sappia continuare la difesa attualmente in corso della salute nostra e dei nostri figli. Con il tuo sempre prezioso appoggio!

  4. urca urca:

    direi che sarebbe utile che ilsig. pasinetti si facesse sentire a riguardo. Pochi giorni fa aveva parlato di discariche e cave attaccando l’amministrazione uscente. Ora che il sig. Bergomi ha espresso il suo parere in modo completo al riguardo sarebbe utile capire cosa ne pensano quelli di RDL. Non sto assolutamente attaccando nessuno. Vorrei solo sapere se la lista “ufficiale” di centrodx condanna consiglieri e assessori regionali che hanno approvato tutto questo oppure ritiene, per motivi che gradirei conoscere, che tutto ciò sia stata un’opera ben fatta. questione di chiarezza, tutto qui.
    Grazie a chi di RDL mi vorrà rispondere.

  5. Angelo Bergomi:

    Mi permetto di ricordare che non solo il livello provinciale e regionale sono responsabili di questo progetto.
    Vi sono persone candidate a queste elezioni comunali che hanno fatto parte dell’ammninistrazione comunale 1997-2002 che non hanno mosso un dito contro il progetto e altre che dai banchi della minoranza nel quinquennio 2002-2007 non hanno votato il documento di opposizione all’arrivo dell’ambito estrattivo presentato nel consiglio comunale dell’8 febbraio 2004.
    Quindi le colpe partono anche da un livello locale, prima che provinciale e regionale.

    Per come la vedo io l’interesse economico di un privato che NON E’ NEMMENO RESIDENTE A ROVATO non è sicuramente da favorire quando una comunità si è espressa firmando in massa (6mila!) una petizione di iniziativa popolare di contrarietà.

    Evidentemente c’è chi non ha il coraggio di dire pubblicamente che preferisce il contrario!

  6. giovanni_ghidini:

    Cari colleghi / avveersari , in su questo tema avete tutto il mio appoggio personale speroi di riuscire a sedermi con voi in consiglio comunale per spuntare questa battaglia, se non vi sarò noi come movimento saremo a disposizione per combattere contro questa cava.

    ciao

    Rovato Futura

  7. Piersilvio:

    Ho letto con molto interesse quanto si sta facendo contro questa cava, avete tutto il mio appoggio continuate così.( grazie comitato )
    Spero tanto di sbagliarmi ma in una nazione come l’ITALIA in cui per ottenere un pugno di voti si è disposti a prostituirsi, tutte queste belle manfrine mi danno molto fastidio.
    In questo momento sono veramente stufo di sentire sempre i soliti commenti ” La colpa è di chi c’era prima di noi “.

    Nel mio piccolo se qualcuno fa una CAZZATA io intervengo e la RISOLVO, qui invece si lascia e anzi, se ne fanno anche altre.
    Questo è il mio parere, non conterà nulla, ma la penso così.
    Non sono un candidato , non ho tessere, non faccio niente , ditemi pure bla bla bla soliti discorsi bla bla fai qualcosa bla bla….

    ciao a tutti
    ” CHE LA CAVA SIA CON VOI “

  8. Angelo Bergomi:

    Purtroppo, caro Piersilvio, le parole spese in questi anni su questo tema sono state davvero troppe da parte di molti che avrebbero dovuto starsene zitti.
    Del livello locale ho già parlato.

    Vorrei ricordare un pò a tutti, compreso a lei cosa riuscimmo a far pubblicare sul giornale di Brescia e sul Bresciaoggi dopo tre invii di cui i primi due censurati. Raccoglie in una lettera al direttore tutto l’iter che portò all’approvazione in Consiglio Regionale.

    ” 22.12.2004

    La Politica nel piano-cave

    Piano cave: si fanno gli interessi degli scavatori

    Come presidente del comitato anticava di Rovato a 15 giorni dall’approvazione del piano cave di Brescia da parte della Regione mi sento in dovere di chiarire taluni aspetti emersi. La Regione ha approvato un piano di ben 71 milioni di mc (invece dei 68 previsti dalla Provincia di Brescia); sia chiara una cosa: entrambe le cifre sono esagerate e rispondenti solo alle esigenze delle sette imprese scavatrici più potenti che hanno ottenuto circa il 60% della volumetria totale. Non si spiegherebbe altrimenti perchè non si sia rispettata una delibera regionale che indica in 4 metri cubi a testa all’anno il “fabbisogno” pro-capite, determinando una giusta misura per il piano decennale di Brescia di 40 milioni di metri cubi, non 71 milioni!! E nel piano è stato approvato pure l’ambito estrattivo di Rovato (ATE9), infischiandosene dei problemi di viabilità, inquinamento della falda, devastazione di un pezzo di Franciacorta, il tutto a favore della ditta Bettoni Spa che, direttamente o attraverso ditte controllate, ha ottenuto in questo piano milioni e milioni di metri cubi a Cazzago, Rovato, Castegnato, Paderno Franciacorta, Travagliato, Montirone ecc… e che controlla pure parecchie discariche (vedi Castegnato e Travagliato). Con il mio comitato ho seguito ininterrottamente i lavori della commissione regionale sesta, seppur fosse sempre tenuta in giorni lavorativi, e non potevo mancare all’approvazione del piano cave tenutasi nelle giornate di mercoledì 24 e giovedì 25 novembre scorsi. Dopo aver assistito per 4 mesi alle sedute della commissione e dopo la presenza a più di 15 ore consecutive di Consiglio Regionale ritengo di avere la conoscenza sufficiente del tema per poter dire che certi commenti sull’approvazione della cava di Rovato e sul piano in generale, fatti durante il dibattito consigliare e al momento dell’approvazione del piano, sono assolutamente scandalosi. Mi riferisco in primis al consigliere regionale Margherita Peroni: nel suo intervento in Consiglio ha richiesto una diminuzione non meglio precisata della volumetria della cava di Rovato, affrettandosi subito dopo a scaricare la colpa dell’arrivo di questa escavazione su “comportamenti poco virtuosi” dei comuni di Rovato e Cazzago S.M., dimenticandosi che la legge regionale 14 del 1998 toglie qualsiasi potere di intervento ai comuni che sono colpevoli solo di vedersi portare via un pezzo del loro territorio dalla Regione, impotenti. Non contenta, in sede di consiglio, il consigliere ha giustificato l’arrivo di questa cava dicendo che rispetto al sito di Rovato “siamo di fronte a un territorio degradato”. In quanto abitante della zona e proveniendo da una famiglia che ben sa cosa voglia dire lavorare la terra non accetto giudizi di questo tipo da parte di un consigliere che come lei non abita nella zona, che in passato in un’assemblea pubblica a Rovato aveva confuso questa cava nuova (ATE9) con quella già esistente della Pedrocca (ATE14) e che omette di dire che il terreno in questione è irriguo e ha delle rese agricole tra le più alte della Lombardia. E questo dopo che in campagna elettorale per le elezioni provinciali il consigliere Peroni (guarda caso candidata nel collegio di Rovato-Cazzago) aveva speso parole di difesa del territorio franciacortino salvo poi cambiare registro nel momento decisivo del consiglio regionale. Ritengo altamente scandalose anche le dichiarazioni del consigliere leghista Flocchini: “Sul piano cave siamo i vincitori morali”, “Le modalità con cui la Lega ha seguito il Piano cave esprimono la nostra coerenza, che si è tradotta in aula in un comportamento funzionale alle esigenze dell’ambiente e alle aspettative territoriali”. Flocchini dovrebbe allora spiegare a tutta la gente di Rovato perchè si è affannato per mesi a dichiarare che si sarebbe battuto per la conferma del piano provinciale rigettando gli aumenti regionali mentre la cava di Rovato è passata dai 400 mila metri cubi provinciali a 1.600.000 mc più 2.600.000 mc di riserva della Regione. E questo lo sta dicendo uno che non si è mosso dall’aula mentre si votava e si è annotato, emendamento dopo emendamento come votava ogni consigliere regionale e ogni partito, verificando nel faldone dei 1300 emendamenti che ho portato anche a casa. Flocchini e il suo partito dovrebbero spiegare perchè non hanno votato a favore degli emendamenti 862 e 145 che richiedevano esattamente quanto da loro sbandierato (ritorno alle volumetrie provinciali). Sarebbero queste le esigenze territoriali che il consigliere avrebbe difeso? La “coerenza” mi pare confermata solo nell’accontentare il cavatore, non le seimila persone che hanno firmato la petizione popolare di opposizione a questo buco devastante pari a 106 campi da calcio di serie A e alto come un condominio di 10 piani in piena Franciacorta! Vorrei infine ricordare all’assessore regionale alla qualità dell’ambiente Nicoli Cristiani che sarebbe bene mantenere le promesse fatte, anche se si è politici: mi riferisco a quanto egli era venuto a raccontare a Cazzago S.M. in sostegno al candidato sindaco del polo per le comunali del 2002, ossia che si sarebbe impegnato a togliere la cava di Rovato-Cazzago qualora la Provincia l’avesse inserita nel piano, dando compito al candidato sindaco a fianco a lui quella sera, di ricordargli tale promessa. A scanso di equivoci, in Regione è stato protocollato nel luglio scorso un documento di due presenti a quell’assemblea che, firmandosi esplicitamente, dichiarano quanto aveva solennemente promesso l’assessore. A Rovato e a Cazzago S.M. ci si sta ancora chiedendo come si sia passati dalla promessa cancellazione della cava a un suo quadruplicamento.

    Questa è la realtà del piano cave bresciano e della cava di Rovato e tutto quanto ho riportato è facilmente verificabile in carteggi e verbali, oltre che da testimoni oculari di assemblee pubbliche; non quanto sento dichiarare sui giornali da consiglieri regionali che si affannano a dimostrare meriti che non hanno perchè vedono le elezioni regionali di aprile vicine.

    Ing. Angelo Bergomi, presidente comitato anticava di Rovato”

  9. fabio.leoni:

    Come altri, mi unisco idealmente ancor prima che materialmente,alla battaglia contro “cava selvaggia” e osservo con ammirazione le informazioni documentate di Angelo Bergomi. Confesso la mia provvisoria superficialità su un argomento così importante e scottante: spero in una futura e vicendevole collaborazione con persone così preparate per uno scambio ulteriore ,oltre che di opinioni ,anche di materiale informativo.

  10. Angelo Bergomi:

    Per il materiale, come può certificare l’amico Alberto Lazzaroni, non c’è alcun tipo di problema. Gli atti sono ufficiali e a disposizione di tutti.

    angelobergomi@bresciaonline.it

  11. Rovato.org » Blog Archive » Un elettore contro: “Che brutta campagna elettorale”:

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