Rovato capitale del riuso, il Banco di scambio Riuso³ festeggia due anni di attività

Aperto nel febbraio 2018 in via XXV Aprile, il banco del riuso nato da Fondazione Cogeme e Fondazione Cariplo contava 291 tessere e oltre 23 mesi di scambi misurati in FIL.

Elena Ghidini Di Elena Ghidini
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Rovato capitale del riuso, il Banco di scambio Riuso³ festeggia due anni di attività
Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Andreas Lattmann. Licenza: CC0.

Sabato 1 febbraio 2020 Rovato festeggiava il secondo compleanno di Riuso³, il Banco del riuso in Franciacorta che ha sede in via XXV Aprile 146. Lo spazio aveva aperto le sue porte il 3 febbraio 2018 e in due anni era diventato un punto di riferimento per chi voleva dare una seconda vita a oggetti ancora utili, invece di gettarli. L’occasione serviva anche a presentare i numeri di un’esperienza nata come progetto sperimentale e diventata ormai una realtà autonoma del territorio.

Dal progetto pilota all’autonomia

Riuso³ era nato come progetto pilota promosso da Fondazione Cogeme Onlus con il sostegno di Fondazione Cariplo. Superata la fase iniziale, il banco proseguiva la propria attività in modo autonomo, sulla base di un piano che copriva il triennio dal 2019 al 2021.

Il servizio non riguardava solo Rovato. Aderivano infatti al progetto diversi Comuni della zona:

  • Rovato;
  • Castegnato;
  • Cazzago San Martino;
  • Paderno Franciacorta;
  • Passirano;
  • Castrezzato;
  • Cologne.

I numeri dei primi due anni

Al momento del secondo compleanno risultavano rilasciate 291 tessere: 21 ad associazioni, 7 ai servizi sociali e 263 a privati cittadini. In media, a ogni apertura del banco si presentavano 28 utenti, un dato che testimoniava una partecipazione costante.

Come funziona la moneta FIL

Gli scambi avvenivano attraverso una moneta virtuale chiamata FIL, sigla di Felicità Interna Lorda. Il valore era fissato in modo semplice: 50 FIL corrispondevano a un’ora di tempo, pari convenzionalmente a 15 euro. Chi portava un oggetto riceveva un credito in FIL, da spendere poi per prendere altri oggetti messi a disposizione da altri utenti.

Nei primi 23 mesi di attività erano entrati nel banco beni per 547.501 FIL, pari a circa 164.250 euro, mentre ne erano usciti per 387.497 FIL. Secondo gli organizzatori, questo secondo dato corrispondeva a un risparmio di circa 116.249 euro per le famiglie e le realtà che avevano scelto il riuso.

La scelta di una moneta legata al tempo, e non direttamente al denaro, aveva anche un significato simbolico: ricordare che ogni oggetto porta con sé il lavoro di chi lo ha prodotto e la cura di chi lo ha conservato. Il nome stesso della moneta, Felicità Interna Lorda, richiamava l’idea di un benessere misurato non solo in termini economici.

Perché il riuso conta

Ogni oggetto che passa di mano invece di finire in discarica significa meno rifiuti da smaltire, meno risorse consumate per produrre beni nuovi e un aiuto concreto a chi ha bisogno. Un banco del riuso costruisce anche relazioni: chi porta un mobile, un giocattolo o un elettrodomestico funzionante sa che servirà a qualcun altro della propria comunità. Il coinvolgimento dei servizi sociali e delle associazioni mostrava come il progetto unisse attenzione all’ambiente e sostegno alle persone in difficoltà.

Sul tema dei rifiuti a Rovato l’archivio propone anche la campagna contro l’abbandono dei rifiuti, mentre la storia della società che ha dato vita alla fondazione promotrice è raccontata in i cinquant’anni di Cogeme. Altre notizie sono nella rubrica ambiente.

Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 3 febbraio 2020 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.

Elena Ghidini

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Elena Ghidini

Elena Ghidini ha accompagnato visitatori tra le cantine e i borghi della Franciacorta. Per Rovato.org si occupa di cultura, ambiente e territorio, dalle feste di paese ai sentieri del Monte Orfano. Nel fine settimana percorre in bicicletta le strade tra i vigneti.