Cava Macogna: Procura della Repubblica sequestra parte dell’area. Nella zona dovrebbe sorgere la nuova maxidiscarica
Una tomba sul progetto di megadiscarica alla cava Macogna (territorio di Cazzago, ma ad un tiro di schioppo dal Duomo di Rovato, da Berlingo e da Trenzano) oppure “solo” l’ennesimo colpo di scena di una vicenda che poco ha da invidiare alle migliori (o peggiori) soap opera?
Al momento non è dato saperlo. Quel che è certo, però, è che la notizia è di quelle che lasciano il segno: il Nucleo Investigativo per i reati in materia ambientale della Procura della Repubblica di Brescia ha disposto il sequestro probatorio di un’area nella cava in gestione alla ditta Cave San Polo.
L’ambito estrattivo è proprio quello della Macogna, alla frazione Pedrocca di Cazzago San Martino.
Secondo i Nita, nell’area vi sarebbero rifiuti speciali (terre e rocce da scavo) frammisti a materiali di demolizione. Per questo, gli agenti della Procura hanno sequestrato sia i cumuli di rifiuti trovati che l’area destinata agli impianti di recupero di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da demolizione.
L’unica amministrazione a prendere posizione sulla vicenda è, per ovvi motivi, quella di Cazzago, che in una nota sottolinea come “l’attività investigativa della Procura della Repubblica si aggiunge ad un procedimento, avviato pochi giorni orsono dal comune nei confronti della ditta per motivi analoghi, a seguito di segnalazione della Provincia.
Così dopo le reiterate sanzioni comminate dall’amministrazione comunale per l’attività estrattiva abusiva, è stato rilevato un abuso ancora più grave, col tentativo di mascherare attraverso rifiuti l’attività estrattiva irregolare, anticipando una attività di discarica di fatto, facilitata dall’autorizzazione al riciclo di rifiuti inerti”.
L’Amministrazione comunale franciacortina, retta dal sindaco Giuseppe Foresti, è una delle anime di quel progetto del Plis (Parco locale di Interesse Sovracomunale) che mette sostanzialmente daccordo 4 sindaci (ci sono anche Rovato, Berlingo e Trenzano) ma che nella capitale della Franciacorta è stato oggetto di forti polemiche in Consiglio Comunale e non solo.
Ora Cazzago intravede comunque la possibilità diretta del “colpo grosso”: lo stop più o meno immediato all’ipotesi di ogni attività estrattiva, aldilà di Plis o non Plis.
“Il comune - dice ancora la nota di Cazzago -chiederà altresì la sospensione dell’iter procedurale in corso per l’approvazione del progetto di gestione dell’ambito estrattivo. E’ evidente che il progetto non potrà che ripartire dalla situazione accertata che si è venuta a creare e che dovrà essere riportata a regolarità.
Si ritiene che tra le tante cose dovrà essere chiarita fin dove è arrivata la escavazione anche eventualmente sotto il piano di cava consentito: sono evidenti a questo riguardo i pericoli per la falda. Dovranno essere disposte anche attente analisi sui rifiuti ritrovati.
Infine, la stoccata finale: “men che meno, in una situazione del genere, potranno essere portati avanti progetti di discarica di qualsiasi genere (sulla stessa area insiste un progetto di discarica della ditta Profacta, già oggetto di presa di posizione negativa del Comune).
Se le aziende pensano che attività estrattiva abusiva e discariche di fatto sono la loro regola, non si lamentino dei tempi di approvazione dei progetti. La questione non la risolveranno gli uffici amministrativi, la questione la risolverà la magistratura”.


















Marzo 25th, 2009 alle 11:07 pm
Mi aspetto la massima rigorosità nelle indagini per accertare se vi siano state irregolarità o meno.
Al di là del caso specifico troppi casi in Provincia di Brescia hanno visto escavazioni oltre i volumi consentiti e ripristini attraverso materiali che per la legge sono rifiuti a tutti gli effetti.
Questo sequestro dimostra comunque una cosa: chi anche in consiglio comunale a Rovato ha detto che il PLIS è un danno per la frazione Duomo perchè imporrà dei vincoli sui terreni agricoli senza conoscere mezza virgola della normativa su questo strumento e che ha detto che alle discariche si può dire semplicemente no non ha ancora capito o fa finta di non capire cosa rischia in termini ambientali la zona della Macogna, Duomo compreso.
Questo episodio lo sottolinea per l’ennesima volta se ce ne fosse stato bisogno. Spero solo ora di non assistere al penoso tentativo di ricatto occupazionale tipico di questi casi: il cavatore che minaccia i licenziamenti perchè non gli viene consentito di svolgere la propria attività.
Marzo 26th, 2009 alle 11:51 am
questa è una bella bomba, ho letto che ieri han fatto una cosa uguale a grumello
speriamo si faccia chiarezza e non solo schifezza col territorio!!!
Novembre 8th, 2009 alle 2:59 pm
Temo che alla fine, gli escavatori, troveranno una strada, sempre quella, per vicere la partita.
Il poppolo è troppo pacioso, brontola, ma non si muove.
Se un domani fossero necessarie manifestazioni di protesta, non la vedo proprio bene.
Novembre 9th, 2009 alle 12:17 am
Egregio sig. B ergomi.
Leggendola provo disagio perchè mi sembra un superallineato. Non è un giudizio…ma un sospetto.
Comunque la cava si fa nelle frazioni—Duomo nella fattispecie!
Il collettore fognario si fa a Duomo.
In certe cascine del Duomo non c’è ancora il gas e l’illuminazione è da cimitero.
Non è ora di finirla di considerare il territorio a sud del “castello” di Rovato come una discarica del centro.
Nelle frazioni abitano circa 6 - 7 mila persone…pari, pari al centro…
Non ci sono banche, farmacie, poliambulatori, la posta, i bus passano come la diligenza del Far West…
Ci sono è vero tre scuole elementari- tre scuole materne…ma il progetto “in pectore” è di disfarsene..checchè ne dicano le bugie politiche.
Quelli delle frazioni devono essere considerati cittadini di Rovato di diritto, con la medesima dignità di quelli del centro.
Purtroppo quelli delle frazioni forse non hanno ancora preso coscienza del problema, proprio perchè divisi e mantenuti divisi: “divide et imperat”
Noi non siamo servi della gleba.!!!
Novembre 9th, 2009 alle 9:22 am
Un allineato a me che provengo delle frazioni tra l’altro?
Evidentemente non sono stato chiaro nel mio intervento.
Sto da anni sostenendo che non si possono fare attacchi ambientali a una zona come quella delle frazioni che non è di serie B ma nella quale ci vive circa il 40% dei rovatesi e io sarei allineato?
E’ essere allineati chiedere rigorosità nelle sanzioni sui presunti abusi nell’escavazione alle porte del Duomo?
E’ essere allineati chiedere che ci sia un rispetto dell’ambiente di una zona che verrà devastata dal passaggio di TAV e Brebemi, non dimentichiamocelo!?
Con il progetto del PLIS si sta producendo lo sforzo massimo per tutelare la frazione Duomo dall’ennesimo appetito di privati che dopo aver sfruttato la zona per più di 20 anni stanno proponendo l’ennesimo scempio con due domande di discarica.
Quindi, per favore, chiederei un minimo di obiettività. Non può imputare la realizzazione di una cava all’amministrazione. Quale altra amministrazione in Provincia di Brescia si sta opponendo coem quella di Rovato con serietà e durezza a progetti di competenza prima provinciale e poi regionale?
Sulle scuole elementari, da persona che ha frequentato a suo tempo quelle di Lodetto e che per 30 anni ha abitato ad almeno 3 chilometri di distanza da ogni servizio minimo, dico che gli investimenti fatti nei plessi delle frazioni parlano da soli senza bisogno di un mio ulteriore commento.
Ancora una cosa sul tema delle discariche: se qualcuno lo desiderasse dalla piazza di Berlingo domani mattina alle ore 7.00 parte un pulmann per Milano, al fine di portare i cittadini che lo volessero a un presidio fuori dal Pirellone proprio sul problema delle richieste di discarica alle porte del Duomo nel buco della Macogna.
Ci sono ancora posti. Vedremo quanti hanno a cuore davvero la frazione.
Saluti.
Novembre 9th, 2009 alle 11:29 am
Egr. Sig Bergomi,
sono riuscito a farla arrabbiare! Uno che si arrabbia vuol dire che è vivo. I mezzi morti fanno silenzio e se ne fregano.
Ribadisco: è ora di stendere un progetto globale chiaro sul futuro delle frazioni. Come sta facendo la Diocesi.
Le frazioni, secondo me devono diventare un “Rovato due” con uno sviluppo urbanistico giusto. Considerare le frazioni come se fossero un paese “sic et simpliciter”. Capito!
Lei cosa pensa: alle auliche praterie o a un tessuto urbano futuro, costruito con i giusti canoni.?.
Esempio: zona industriale lungo la BRE.BE.MI o tangenziale. al disopra un agglomerato che unisce le frazioni fornito di debiti servizi: poliambulatori, banca, posta, farmacia, una scuola media, una rivendita di giornali, magari un supermercato, Mezzi di trasporto pubblici funzionanti, ecc.
Se mi risponde in modo demagogico…si astenga…perchè sono arcistufo (e non arciprete) di sentire eterne tiritere.
E stia tranquillo se posso non pensarla come lei…sono solo i fascisti e i comunisti che non accettano pensieri liberi.
E non si offenda…non è mica morta la mucca!
Novembre 9th, 2009 alle 12:13 pm
Mi scuso se ha interpretato le mie parole come una mancanza di rispetto, non era nelle mie intenzioni.
Credo comunque di essere sempre stato chiaro nei miei interventi, e sempre aperto al confronto anche con chi non la pensa come me.
Credo di aver dimostrato di non aver paura del confronto presentandomi alle riunioni del comitato di frazione per dare risposte con quanto in mia conoscenza.
Sullo sviluppo urbanistico dico due cose:
1) Rovato ha avuto uno sviluppo urbanistico dettato da un Piano regolatore caotico e sovradimensionato. Il nascente PGT sta producendo uno sforzo di valorizzazione e recupero dell’esistente e limitazione del consumo del territorio. Quindi, la linea di indirizzo della maggioranza non è consentire urbanizzazione selvaggia in termini di volumi nè al centro nè in frazione. Perchè non è vero che nelle frazioni non si è costruito in questi anni. Basta consultare il Piano regolatore vigente. Solo Lodetto ha avuto un incremento di trecento abitanti nell’arco di pochi anni. Parecchie coppie giovani.
Si è passati da una classe delle elementari che un anno non è stato possibile realizzare a una scuola elementare a pieno ritmo.
2) Sono stra-d’accordo nel sostenere scelte che portino servizi in frazione e questo obiettivo non vuol dire far edificare di più in frazione, chiaro?
Perchè bisogna avere l’onestà intellettuale di riconoscere sforzi che hanno portato in frazione il servizio bancomat, l’asilo nido, la ristrutturazione dei plessi delle scuole elementari, tanto per citarne alcuni.
Si può fare molto di più, ma questo non può portare a dimenticarsi quanto è stato già fatto.
Per quanto riguarda la Brebemi, Rovato ha bisogno di tutto meno che di una nuova spianata di capannoni a lato dell’autostrada. E lo dicono i numeri.
Il bando per l’assegnazione dei capannoni artigianali a prezzi convenzionati (ex area PIP) pensato per agevolare nuovi piccoli imprenditori che volessero intraprendere o allargare la propria attività non è stato partecipato da un numero di richieste pari alle unità da assegnare. Questo dato spiega molto di più di tante parole.
Sempre a disposizione per un confronto schietto, porgo distinti saluti.
Novembre 10th, 2009 alle 12:29 am
Le frazioni devono diventare un “Rovato 2…altrimenti sono morte!!!
Novembre 10th, 2009 alle 3:32 pm
Le frazioni devono essere dotate di maggiori servizi e questo non è sinonimo di urbanizzazione selvaggia a favore di pochi, chiaro?
Le frazioni vanno valorizzate non devastate.
Oggi le associazioni di cittadini si sono recate a Milano a dimostrare alla Regione che i progetti previsti sulle nostre frazioni sono incomprensibili.
Le discariche alla Macogna e alle porte di Lodetto sono inconcepibili
quando invece il bacino doveva essere recuperato a verde pubblico attrezzato.
Novembre 11th, 2009 alle 6:50 pm
Lei sig. Bergomi,
pensa che un parroco voglia sia devastato il territorio della sua parrocchia?
Mi faccia il piacere!
Un parroco, magari, vede un pò più lontano della miopia di alcuni politici o politicanti.
Un Parroco non ha interessi di sorta se non quello di aiutare la gente a vivere degnamente.
Le frazioni, se si sviluppano anche urbanisticamente, ne avranno giovamento.
Piantiamola di costruire parchi pubblici, campi sportivi, bocciodromi…ecc,
pensiamo piuttosto a dare alle persone case con prezzi accessibili, con affitti non “strangola pollo”.
Permettere posti di lavoro per evitare pendolarismo sfiancanti.
Uniamo la gente in un ambiente urbano degno delle persone e non pensato per i cagnolini che devono fare la pipì.
Apriamo il cervello sul futuro !!!! per cortesia!
Novembre 12th, 2009 alle 9:18 am
Io rispetto le opinioni di tutti compresa la sua ma ho la pretesa di poter dire come la penso senza per questo essere tacciato di miopia o di interesse di alcun tipo.
Qui si sta giocando su un equivoco. Si rendono sinonimi le parole “servizi” e “urbanizzazione”.
Non è così.
I servizi si possono e si devono portare presso le frazioni in quanto abitate da cittadini con gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri senza per questo consentire una urbanizzazione elevata nè nei volumi nè nelle superfici.
Anzi, il PGT è l’occasione di riqualificare l’esistente.
Saluti.
Novembre 12th, 2009 alle 10:41 am
Forse lei egr. sig. Bergomi deve leggere con più attenzione…io non rendo sinonimi e non confondo \servizi\ con \urbanizzazione\.
Guardi che la storia delle frazioni è una storia triste….: abbandono e dimenticanza, con qualche sprazzo di luce breve e timida…ma insufficiente. Qualcosa è vero, dal Sindaco Cottinelli è stato fatto, ma non è abbastanza.!
Spero che gli abitanti delle frazioni prima o poi si ribellino concretamente e facciano un pò di \Rivoluzione proletaria\…questo non dovrebbe infastidirla!
Novembre 12th, 2009 alle 10:59 am
Il confronto non mi infastidisce mai, anzi mi arricchisce. Dico solo che la storia delle frazioni la conosco benissimo essendoci abitato per i primi 30 anni dei miei 32 di età e conosco anche quanto è cresciuta la popolazione nelle frazioni da quando ha cominciato a concretizzarsi il Piano regolatore vigente. In un altro post citavo, ad esempio, la crescita di Lodetto testimoniata anche dal numero di alunni nella scuola elementare e che vedo nessuno ha smentito.
Se non confonde servizi con urbanizzazione concorderà con me allora che è possibile (e doveroso) portare servizi di elevata qualità senza per questo aprire l’ennesima area artigianale o consentire mega lottizzazioni.
Novembre 12th, 2009 alle 1:18 pm
Egr. Sig. Bergomi
le frazioni devono aprire all’edilizia popolare.
Si potrebbero ricuperare cascine in disuso…vedi il Grumetto.
So che Lodetto si è sviluppato!
Aver abitato nelle frazioni per 30 anni non sempre è motivo di lucidità di analisi…potrebbe essere semplice “aulica rimembranza”.
Non veda in me un nemico delle frazioni…i nemici non esistono…ci sono a volte “campanilisti beceri”…ma credo non sia il suo caso, nè il mio.
Se le frazioni si uniscono in un’unica parrocchia sarebbe bene un piano urbanistico che le colleghi degnamente, facilitando la coesione non la dispersione e incrementando relazioni e scambi..
Novembre 12th, 2009 alle 1:49 pm
Egregio don, vede che in fin dei conti si sta dicendo la stessa cosa?
La necessità di migliorare la vivibilità delle frazioni, con riqualificazione dell’esistente innanzitutto, l’incremento di servizi, il decentramento degli stessi ecc. Concordo pienamente sull’estrema necessità di scambi e relazioni tra i cittadini delle frazioni al di là delle scelte della curia in termini di parrocchie.
Credo che con il contributo di tutti, autorità civili e religiose, si possa davvero far qualcosa di buono per i cittadini. Rafforzando quella collaborazione che mi pare di poter dire è stata intrapresa ormai da parecchio tempo tra Comune e Parrocchie con reciproca soddisfazione.
Certo, si può sempre migliorare e è doveroso porselo come obiettivo.
Novembre 13th, 2009 alle 5:29 pm
…”tra i cittadini delle frazioni al di là delle scelte della curia in termini di parrocchie”.
Vorrei sentire una volta per tutte un pò di rispetto anche per la curia. Non è un mostro…si potrebbe pensare che non è composta da imbroglioni… La chiesa (ed anche la curia) ha comunque una forza: “essere illuminata” e non sto parlando dell’ENEL.
Ho deciso di non scrivere più su questo blog perchè si limita quasi sempre alle polemiche inutili ed è frequentato da gente “non serena” e a volte “preconcetta”. I discorsi seri e motivati meritano di più.
Auguri e buona fortuna. “attenti al lupo!”
Novembre 14th, 2009 alle 2:02 pm
Come spesso succede quando ci si confronta in forma scritta e non di persona si colgono sfumature che non ci sono.
Parlando della curia intendevo dire che essa prende in termini di accorpamenti di parrocchie decisioni autonome dove l’autorità civile non ha titolo di intervenire, ci mancherebbe. Sui giudizi su curia e Chiesa non desidero essere tirato in polemiche che non ho mai pronunciato, avendo anzi avanzato proposte di collaborazione nell’interesse della comunità. Il confronto aperto e rispettoso delle posizioni di tutti mi interessa ed è doveroso, le polemiche fini a se stesse no.
Saluti.