Dedichiamo l’articolo di oggi a un argomento non strettamente legato a Rovato: i recenti accadimenti in Iran.
Lo facciamo ficcando il naso nel ruolo che Internet e la Rete stanno giocando in questa partita: non solo sul fronte della pubblicizzata o asserita “democraticità” di Twitter, ma anche sul ruolo meno evidente ma altrettanto importante svolto da Paesi e imprese internazionali nel reprimere la protesta.
Da alcune settimane in Iran sono in corso proteste a seguito di possibili brogli elettorali perpetrati in favore dell’attuale presidente Mahmud Ahmadinejad.
Cosa c’entra Rovato.org, e cosa c’entra lo strumento che ci supporta (Internet e la Rete) in tutto questo?
Proviamo a fare qualche passo indietro e a mettere in fila alcuni passaggi:
Molte agenzie di stampa come ad esempio l’ANSA riportano da giorni notizie secondo le quali i dissidenti iraniani accedono ad internet attraverso tecnologie della US Navy, la Marina degli Stati Uniti, dislocate (presumibilmente) nelle acque del Golfo Persico.
Questo è vero, e allo stesso falso: a consentire l’accesso degli iraniani a Internet è (o meglio, sarebbe) TOR.
TOR (The Onion Router) “è un software libero ed una rete aperta per difendersi dall’ analisi del traffico, una forma di sorveglianza della rete che minaccia le libertà individuali e la privacy, le attività ed i rapporti d’impresa confidenziali, e la sicurezza di stato.”
Sviluppato inizialmente dalla US Navy come sistema “blindato” di comunicazione, è attualmente tenuto in vita da TorProject, un’associazione senza fini di lucro, supportata e consigliata anche da organizzazioni quali la Electronic Frontieri Foundation.
Attualmente è diffuso in tutto il mondo per i più disparati motivi, anche in Italia esistono organizzazioni che ne incoraggiano l’uso quali ad esempio il progetto Winston Smith (http://pws.winstonsmith.info/), ma normalmente non vengono descritte dai giornali quali “grandi salvatori della patria”.
Anche senza gli aiuti esterni, comunque, in Iran si sa come navigare fra le maglie della censura. Qualcosa di interessante al riguardo si è letto il 1° Maggio scorso,sul New York Times: circa 400mila iraniani navigano ogni giorno senza censura utilizzando un software creato per il Falun Gong, un movimento spirituale di fatto illegale in Cina dal 1999.
Lo stesso giornale riporta anche che “Hoping to step up its circumvention efforts, the Falun Gong last year organized extensive lobbying in Congress, which approved $15 million for circumvention services.”.
Ovvero: l’organizzazione cinese ha messo in atto una forte azione di convincimento presso il congresso americano perchè questo investisse 15 milioni di dollari in tecnologie atte a scavalcare questi sistemi di filtraggio messi in atto da (purtroppo) molti paesi.
L’Iran si prepara alle elezioni, ma il 13 giugno alle ore 13.30 circa il traffico internet iraniano inspiegabilmente crolla, l’immagine che potete vedere cliccando sul link è molto tecnica, ma apparirà chiaro a tutti che se un autostrada diventa in pochi minuti una mulattiera qualcosa non quadra. [Link articolo originale - inglese]
Cos’è successo quindi mentre i media occidentali (il New York Times fa riferimenti diretti alla CNN) danno una copertura “non all’altezza della situazione”, mentre i cittadini iraniani con twitter, blog e facebook tengono aggiornato il mondo?
Lo spiega molto velocente il The Wall Street Journal: Nokia e Siemens (tutto made in Europe quindi) hanno fornito al regime la tecnologia necessaria, come confermato anche da alcune dichiarazioni di un delegato della joint venture: “If you sell networks, you also, intrinsically, sell the capability to intercept any communication that runs over them,” said Mr. Roome.
Nel frattempo a siti web tecnologici dove in alcune rubriche gli utenti chiedono e si scambiano consigli su questioni altamente tecniche giungevano richieste come questa:
“Gente, abbiamo urgente bisogno d’aiuto in Iran. Il governo ci sta attaccando. Hanno rubato le elezioni. E ora stanno arrestando tutti. Filtrano tutte le pagine web sensibili. Il nostro problema è che bloccano anche le reti per gli SMS ed oscurano anche le tv satellitari. Perfavore potete aiutarci a creare una sorta di rete utilizzando gli access point wirelss casalinghi?
Qualcuno di voi potrebbe mostrarci come creare delle piccole stazioni radio/TV? Qualche suggerimento su come creare una rete? Perfavore aiutateci o moriremo in una guerra nucleare tra Iran ed USA.
Alcuni ricercatori hanno anche scoperto che i filtri iraniani trascurano alcune tipologie di applicazioni quali i giochi Xbox o World of Warcraft (noto gioco online), anche se è quantomeno strano immaginare 5 elfi, e 4 maghi su Wow che si accordano per rovesciare il presidente; in compenso dopo un grande picco il traffico riconducibile a materiale video è crollato (come potete vedere dal link precedente).
Dopo questi eventi, anche Google e Facebook hanno deciso di inserire il Farsi tra i linguaggi supportati. (link).
Per chi a questo punto sta pensando che l’Iran è lontana e che in Italia la libertà in rete non è di certo in pericolo… guardate il prossimo link (link)
Alcuni link interessanti:
Aiuta gli iraniani con un proxy - inglese
La grande corsa al filtro di stato (dic. 2008)
Uno sguardo approfondito al traffico internet iraniano nei giorni della protesta - inglese
Servizi per la tutela di privacy ed anonimato
Naviga anonimo con TorPark
Documenti utili per la tutela della propria privacy