Vetrate in frantumi al Centro sociale 28 Maggio di via Europa: denuncia ai carabinieri

Ignoti avevano danneggiato con spranghe l'ingresso del centro sociale rovatese mentre i militanti erano alla festa di Radio Onda d'Urto. Il segretario locale del Prc parlava di un clima preoccupante.

Francesca Zanola Di Francesca Zanola
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Vetrate in frantumi al Centro sociale 28 Maggio di via Europa: denuncia ai carabinieri
Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Castva. Licenza: CC BY-SA 4.0.

Nell’agosto 2007 il Centro sociale 28 Maggio 1974 di via Europa, a Rovato, veniva danneggiato durante un fine settimana. Persone rimaste sconosciute avevano rotto con spranghe metalliche la vetrata del portone d’ingresso e quelle laterali. I locali, che ospitavano anche il coordinamento dei circoli di Rifondazione Comunista della Franciacorta, erano chiusi: come ogni anno i militanti si trovavano alla festa di Radio Onda d’Urto, dove il centro allestiva un proprio stand.

La denuncia e la lettura del Prc

Il segretario locale di Rifondazione Comunista, Beppe Corioni, molto attivo nella vita del centro, attribuiva all’episodio una matrice politica. Secondo il suo racconto non era la prima volta che la struttura veniva presa di mira, con scritte o con sassi lanciati dal cavalcavia che sovrasta l’edificio; in passato, aggiungeva, alcuni oggetti avevano colpito anche locali vicini appartenenti ad associazioni o a privati.

Nei giorni successivi Corioni si era rivolto ai carabinieri per sporgere denuncia. Gli autori materiali restavano ignoti e accanto al centro non era stata trovata alcuna rivendicazione. Insieme alla denuncia, riferiva il segretario, erano stati consegnati ai militari alcuni volantini distribuiti a Brescia il sabato precedente dal movimento Forza Nuova, che lui giudicava deliranti. Si trattava di un elemento portato all’attenzione degli investigatori dal denunciante: nessun collegamento con il danneggiamento risultava accertato, e l’individuazione dei responsabili spettava alle forze dell’ordine.

Un episodio letto come parte di un clima più ampio

Per il segretario del Prc i danni di quel fine settimana non erano un fatto isolato. Corioni li inseriva in una serie di episodi che, a suo dire, comprendeva scritte con svastiche e frasi che inneggiavano a una nuova strage di piazza della Loggia, la commemorazione della marcia su Roma avvenuta a Cologne l’autunno precedente e aggressioni a giornalisti e poliziotti durante una manifestazione antirazzista. A tutto questo affiancava le delibere di alcuni sindaci, che definiva razziste, arrivando a descrivere il quadro come molto preoccupante.

Il nome del centro sociale richiama proprio la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974, quando una bomba esplose a Brescia durante una manifestazione antifascista, provocando otto morti e oltre cento feriti. È una ferita che la città e la provincia ricordano ogni anno e che spiega la sensibilità con cui, in ambienti come quello del 28 Maggio, venivano accolte scritte e minacce che evocavano quell’evento.

L’appello finale

Corioni chiudeva il suo intervento con un appello rivolto a partiti e cittadini, chiedendo un impegno comune in difesa dei diritti civili. L’obiettivo dichiarato era evitare che, in futuro, gli autori di questi gesti passassero dalle vetrate rotte ad azioni più gravi. Le valutazioni sul movente e sul contesto restavano quelle espresse dal segretario del Prc, in attesa degli accertamenti.

Il Centro sociale 28 Maggio era uno dei luoghi di aggregazione della sinistra rovatese e franciacortina, sede di incontri, proiezioni e iniziative culturali, come quelle segnalate qualche mese più tardi in un programma di film, musica e mercatino biologico al 28 Maggio. Sul tema della memoria della strage, Rovato.org avrebbe raccolto anche il ricordo di un rovatese presente in piazza della Loggia, mentre altre notizie del periodo si trovano nella sezione cronaca.

Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 23 agosto 2007 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.