Elezioni a Rovato, il Pd candida Angelo Bergomi a sindaco per le amministrative 2015
L'8 febbraio 2015 l'assemblea degli iscritti del Pd di Rovato aveva chiesto all'unanimità al segretario Angelo Bergomi di candidarsi a sindaco, e lui aveva accettato.
Con qualche mese di anticipo sulle elezioni amministrative del 2015, il Partito democratico di Rovato aveva scelto il proprio candidato sindaco. Domenica 8 febbraio l’assemblea degli iscritti del circolo aveva chiesto all’unanimità al segretario Angelo Bergomi di guidare la sfida per il Comune, e Bergomi aveva accettato. La notizia era stata diffusa con una nota dello stesso circolo.
Il mandato ricevuto dall’assemblea
Secondo il comunicato, al candidato era stato affidato il compito di costruire una coalizione la più ampia e solida possibile, partendo dal dialogo con gli indipendenti di Rovato Civica. La nota faceva esplicito riferimento alla prospettiva di un voto su due turni: nei comuni con più di 15.000 abitanti, come Rovato, se nessun candidato supera la metà dei voti validi si torna alle urne per il ballottaggio tra i due più votati, e le alleanze costruite prima del primo turno diventano decisive.
Per l’assemblea, sempre stando al comunicato, l’obiettivo era offrire ai cittadini un progetto credibile e innovativo per il futuro della città, fondato sulle competenze, sull’entusiasmo e sulla passione delle persone che avrebbero preso parte all’iniziativa.
La scelta di partire da Rovato Civica non era casuale. La lista civica era stata per anni una delle principali forze della politica cittadina e aveva espresso il sindaco Andrea Cottinelli, in carica dal 2002 al 2012. Ricostruire un’intesa con quell’area significava, per il Pd, tentare di riunire un’area che in passato aveva governato la città. Restava da capire quali altre forze avrebbero accettato di sedersi al tavolo e con quale programma comune, temi che la nota rinviava alle settimane successive.
Le critiche del Pd all’amministrazione uscente
Nella stessa nota il circolo esprimeva un giudizio severo sull’amministrazione di centrodestra allora in carica. Secondo il Pd, la città veniva da anni difficili, segnati dalla crisi e da una gestione che il partito considerava inadeguata e responsabile di una perdita di ruolo di Rovato. Si trattava della posizione di una forza di opposizione alla vigilia della campagna elettorale, che le altre parti politiche avrebbero potuto contestare.
Il passaggio di consegne nel circolo
La candidatura comportava anche una riorganizzazione interna. L’assemblea aveva preso atto che Bergomi lasciava l’incarico di segretario e aveva costituito un gruppo di coordinamento incaricato di guidare il circolo fino a un congresso, previsto dopo la scadenza elettorale. In questo modo il candidato poteva dedicarsi alla campagna e alla costruzione della coalizione.
Il nome di Bergomi non era nuovo per chi seguiva la politica rovatese: negli anni precedenti era stato consigliere comunale e si era occupato a lungo della vicenda della cava Bonfadina, come ricordato anche nella cronaca sulla decisione del Tar sulla Bonfadina.
Verso il voto
Rovato, il comune più popoloso della Franciacorta, ha sempre vissuto le elezioni comunali come un momento di forte partecipazione, con più liste e coalizioni in competizione. L’annuncio del Pd apriva di fatto la stagione delle candidature in vista della primavera. Le tappe successive delle campagne elettorali cittadine sono raccontate nella sezione politica, che raccoglie anche gli incontri pubblici tra i candidati sindaci.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 8 febbraio 2015 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
