Farmacie a Rovato, botta e risposta tra il bollettino comunale e l’ex sindaco Cottinelli
Nel settembre 2017 le nuove sedi farmaceutiche di Rovato avevano acceso una polemica: il bollettino Il Leone criticava la delibera 68/2012, l'ex sindaco Andrea Cottinelli replicava punto per punto.
Alla fine dell’estate 2017 il tema delle farmacie aveva riacceso il confronto politico a Rovato. Da una parte l’amministrazione guidata dal sindaco Tiziano Belotti, espressione della Lega Nord e del centrodestra; dall’altra Andrea Cottinelli, sindaco della città dal maggio 2002 al maggio 2012 alla guida di Rovato Civica. Al centro della disputa c’era una delibera della giunta Cottinelli e le sue conseguenze sul numero delle farmacie e sulle entrate del Comune.
La tesi del bollettino comunale
Lo spunto era un articolo intitolato Nuove farmacie a Rovato, pubblicato sul numero di agosto 2017 de Il Leone, il notiziario ufficiale del Comune. Secondo il testo, l’ultima farmacia rovatese era stata aperta 46 anni prima, quella comunale di viale della Stazione, e la città contava appena tre esercizi, uno ogni 6.400 abitanti circa. L’articolo proponeva un confronto con i comuni vicini: Palazzolo con cinque farmacie, una ogni 4.000 abitanti; Gussago e Chiari con quattro; Travagliato e Cazzago San Martino con tre, ma con un rapporto più favorevole.
Il bollettino ripercorreva poi le tappe principali. Nel 2009 l’amministrazione Cottinelli aveva introdotto una quarta sede farmaceutica senza esercitare il diritto di prelazione per renderla comunale. Nel marzo 2012 la legge 27 aveva fissato il parametro di una farmacia ogni 3.300 abitanti, il che avrebbe consentito a Rovato di arrivare a sei. Il 16 aprile 2012, poche settimane prima delle elezioni del 7 maggio, la giunta aveva approvato la delibera 68/2012, che istituiva la quinta sede, ancora senza prelazione, e rinunciava alla sesta ritenendola non necessaria.
Secondo l’articolo, quella scelta aveva fatto perdere alla città servizi e occasioni di entrata. Come esempio veniva citata Erbusco, che aveva ceduto la propria farmacia comunale di Villa Pedergnano incassando, sempre secondo il bollettino, 1.645.000 euro. Il testo dava infine conto degli sviluppi: la quarta sede, in località Duomo, era stata assegnata all’inizio del 2017; la quinta, nella zona di Sant’Andrea e San Giuseppe, era ancora in attesa; la sesta era stata recuperata dall’amministrazione in carica come farmacia comunale, con un bando annunciato a breve per la zona nord, tra San Rocco e le piscine.
La replica di Andrea Cottinelli
A metà settembre l’ex sindaco aveva risposto con una lettera indirizzata al sindaco e ai consiglieri comunali, dai toni molto duri. Cottinelli rivendicava di aver chiesto alla Regione Lombardia due nuove sedi, nel 2009 e nel 2012, non appena la crescita della popolazione lo aveva consentito, e attribuiva alla Regione, non al Comune, gli otto anni serviti per l’assegnazione definitiva.
Sul punto centrale, la mancata prelazione, l’ex sindaco sosteneva che non vi fossero alternative. Per la quarta sede richiamava l’articolo 9 della legge 475 del 1968, che a suo dire prevedeva un’alternanza tra assegnazioni private e comunali: poiché la terza farmacia era comunale, la quarta doveva essere privata. Per la quinta, nata con il concorso straordinario previsto dalla legge 27 del 2012, la norma all’articolo 11, comma 3, avrebbe escluso l’intestazione al Comune. Una sesta sede, aggiungeva, sarebbe stata possibile solo dopo il 31 dicembre 2012 con una revisione ordinaria, quando il suo mandato era già terminato.
Cottinelli concludeva di non aver causato alcun danno ai servizi né al patrimonio comunale, definiva l’articolo diffamatorio e chiedeva di conoscerne l’autore; Rovato.org non escludeva possibili risvolti legali. In chiusura suggeriva al Consiglio comunale di adottare un bando simile a quello di Erbusco, che a suo dire aveva garantito 1.650.000 euro subito, anziché il modello di Castrezzato e Cologne, che avrebbe assicurato forse 300.000 euro immediati e il resto in trent’anni.
Le regole sulle sedi farmaceutiche
In Italia l’apertura delle farmacie è regolata dalla pianta organica, che stabilisce numero e distribuzione delle sedi in base agli abitanti, e dai concorsi regionali per l’assegnazione. Su questi strumenti si giocava, nelle due versioni, la responsabilità dei ritardi. Per altre vicende della vita amministrativa cittadina si possono consultare le cronache del Consiglio comunale di Rovato e la sezione politica.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 27 settembre 2017 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
