Manuel Rocca chiude a Vallelunga il suo primo campionato italiano SSP300
Il pilota di Lodetto di Rovato ha corso l'ultima prova dell'ELF CIV 2020 sul circuito romano, restando tra i primi dieci per tutta la stagione e guardando già al 2021.
Il 2020 di Manuel Rocca si è chiuso alle porte di Roma. Sabato 17 e domenica 18 ottobre l’autodromo Piero Taruffi di Vallelunga ha ospitato l’ultimo appuntamento dell’ELF CIV, il campionato italiano velocità, che il pilota di Lodetto di Rovato aveva cominciato a luglio con l’esordio al Mugello. In sella alla Yamaha arancio e blu del Team Terra & Moto, Rocca ha affrontato poco meno di una trentina di avversari nella classe SSP300, mantenendosi fino all’ultimo round tra i primi dieci piloti e squadre della categoria.
L’ultimo fine settimana
Secondo il resoconto diffuso dal suo entourage, anche la tappa romana è stata importante, soprattutto per quanto mostrato in Gara 2, dove il pilota ha confermato la crescita tecnica e sportiva che aveva accompagnato tutta la sua stagione. Il comunicato non riportava le posizioni d’arrivo delle due gare, ma sottolineava la soddisfazione per il percorso compiuto.
Il circuito di Vallelunga
Il tracciato intitolato a Piero Taruffi ha una larghezza media di 11 metri, che sale a 14 sul rettilineo del traguardo. Il percorso principale conta dieci curve, sette a destra e tre a sinistra, con raggi che vanno dai 23 metri del Tornante ai 166 metri della Curva Grande. Una pista varia, che alterna punti lenti e tratti veloci e mette alla prova sia la frenata sia la percorrenza in curva.
Chi era Piero Taruffi
L’autodromo porta il nome di Piero Taruffi, pilota e ingegnere italiano che nel Novecento fu protagonista sia delle corse in moto sia di quelle in automobile. Dedicargli il circuito laziale significava ricordare una figura che aveva unito competenza tecnica e coraggio in pista, due qualità che ogni giovane pilota impara presto a coltivare.
Una stagione di crescita
Ripercorrendo il calendario, il 2020 di Rocca era stato una stagione di apprendimento in uno dei campionati più competitivi per i giovani piloti italiani. Ogni fine settimana di gara comprendeva prove libere, qualifiche, warm up e due gare, un ritmo che obbliga un pilota giovane a imparare in fretta a gestire la moto, le gomme e la pressione. Dopo il debutto al Mugello a luglio, erano arrivate le tappe di Misano e Imola, prima della chiusura a Vallelunga.
La SSP300 è la classe d’ingresso delle moto derivate di serie, con mezzi di piccola cilindrata e prestazioni livellate dal regolamento: un banco di prova in cui il talento e la costanza del pilota fanno la differenza. Restare nella top 10 per tutta la stagione, in questo contesto, era considerato un risultato significativo.
Lo sguardo al 2021
Il campionato si è chiuso, nelle parole del fan club, con grande soddisfazione per il «Matador», con occhi, mente e cuore già rivolti alla stagione successiva, sempre nella SSP300. Il fan club, che lo aveva seguito per tutta la stagione e che ne raccontava le imprese gara dopo gara, si preparava già a sostenerlo anche nel nuovo campionato.
Il racconto della tappa precedente è nell’articolo su Rocca a Imola, mentre un’altra tappa della sua carriera è raccontata nella notizia del debutto nella 600 Supersport.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 19 ottobre 2020 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
