Rifiuti abbandonati a Rovato: trenta tonnellate al mese e una campagna del Comune
Il Comune lanciava la campagna Non fare il pirata, proteggi il tuo paese contro i rifiuti gettati in strada, un fenomeno che costava in media 110.000 euro all'anno alla collettività.
Nella primavera del 2016 il Comune di Rovato lanciava una campagna contro l’abbandono dei rifiuti dal titolo «Non fare il pirata, proteggi il tuo paese». I numeri diffusi dall’amministrazione erano pesanti: il servizio pubblico di raccolta recuperava ogni mese circa trenta tonnellate di rifiuti lasciati per strada, nelle aree verdi e negli spazi aperti al pubblico, in media una tonnellata al giorno. Un fenomeno che, secondo la nota comunale, aveva raggiunto in passato livelli tali da far pensare ad alcuni cittadini che la situazione fosse sfuggita di mano.
Un problema di sicurezza e di costi
Tra i materiali abbandonati, spiegava il Comune, comparivano spesso anche rifiuti pericolosi, come il cemento amianto. Lastre e frammenti venivano lasciati di notte ai bordi delle strade, nei parcheggi o nei fossi, talvolta già rotti, e quindi ancora più rischiosi, o addirittura dati alle fiamme da ignoti. L’amministrazione richiamava a questo proposito, per paragone, le immagini della cosiddetta terra dei fuochi.
Il costo di tutto questo ricadeva sulla collettività. Secondo i dati comunali, la rimozione dei rifiuti abbandonati richiedeva in media 110.000 euro all’anno, una spesa suddivisa di fatto tra tutti i rovatesi. La nota sottolineava anche il danno al decoro urbano, inteso non solo come aspetto estetico ma come perdita di salubrità e di qualità della vita.
Le misure annunciate dall’amministrazione
La giunta rivendicava di essersi occupata del problema fin dai primi giorni di mandato. Le azioni elencate riguardavano diversi fronti, in un quadro di risorse finanziarie che la stessa nota descriveva come limitate.
- un servizio di raccolta e di spazzamento più efficiente e attento alle situazioni particolari;
- controlli e sanzioni per chi viene sorpreso ad abbandonare rifiuti;
- il potenziamento della videosorveglianza;
- tempi più rapidi per le rimozioni;
- il coordinamento del lavoro degli uffici comunali impegnati sul tema.
Secondo l’amministrazione, i primi risultati cominciavano a vedersi anche dal punto di vista economico, segno di un’inversione di tendenza. Il lavoro da fare, ammetteva tuttavia il Comune, restava ancora molto.
L’appello ai cittadini
La campagna si chiudeva con un invito rivolto a tutti: piccoli gesti quotidiani di cura per il proprio paese, come occuparsi della pulizia dello spazio davanti a casa, di un’aiuola o di un tratto di marciapiede. L’idea era quella di costruire una coscienza comune meno incline alla protesta e più orientata alla partecipazione attiva.
Perché il tema riguardava tutta la città
Rovato è uno dei centri più estesi e popolosi della Franciacorta, con un territorio che comprende il centro storico, le frazioni, ampie zone agricole e le pendici del Monte Orfano. Proprio la presenza di strade di campagna, fossi e aree poco frequentate rende più difficile il controllo e favorisce chi abbandona i rifiuti lontano da occhi indiscreti. La raccolta differenziata, introdotta in molti Comuni bresciani, funziona solo se accompagnata dal rispetto delle regole da parte di tutti.
Sul tema dell’ambiente e della cura del territorio l’archivio propone anche la pulizia della roggia Fusia da parte dei volontari e l’esperienza del banco del riuso, oltre alla rubrica ambiente.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 27 aprile 2016 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
