Cava Bonfadina, i comitati contro le autorizzazioni della Provincia di Brescia
Nell'ottobre 2007 Comitato AntiCava, Gruppo Tutela Ambiente e Legambiente Franciacorta contestavano il via libera provinciale all'ambito estrattivo tra Rovato e Cazzago, mentre il Comune scriveva agli uffici di Brescia.
Alla fine di ottobre del 2007 Rovato.org pubblicava un comunicato firmato da tre realtà impegnate da anni contro la cava Bonfadina: il Comitato AntiCava di Rovato, il Gruppo Tutela Ambiente e il circolo Legambiente Franciacorta. Il testo contestava una serie di atti della Provincia di Brescia che, secondo i firmatari, stavano spianando la strada all’apertura di un grande ambito estrattivo all’ingresso dei centri abitati di Rovato e di Cazzago San Martino, nonostante diverse questioni fossero ancora aperte. Al comunicato si aggiungeva una nota dell’amministrazione comunale rovatese.
L’autorizzazione dell’8 ottobre
Secondo i comitati, con un provvedimento dell’8 ottobre il settore provinciale competente per le autorizzazioni delle cave avrebbe dato il via libera alla Bonfadina, un ambito che i firmatari descrivevano come sproporzionato rispetto al contesto. Il comunicato ricordava che i gruppi si opponevano al progetto da circa tre anni, al fianco delle due amministrazioni comunali interessate, e giudicava il provvedimento del tutto incomprensibile.
Tra gli argomenti richiamati c’era la questione della valutazione di impatto ambientale. Circa un anno prima, riferivano i comitati, la Commissione europea aveva sollevato il problema della mancata VIA per un progetto che riguardava una superficie estrattiva superiore ai 20 ettari, soglia oltre la quale la procedura è obbligatoria. A quella segnalazione, sempre secondo il testo, non sarebbe mai arrivata una risposta ufficiale. Anche il Ministero dell’ambiente era stato interessato della vicenda e si attendeva un suo pronunciamento. Inoltre il TAR non si era ancora espresso sui ricorsi presentati dai Comuni.
Strade, camion e canali irrigui
Una parte rilevante del comunicato riguardava la viabilità. Il settore provinciale per la gestione e la manutenzione delle strade avrebbe concesso una proroga di un anno per consentire alla ditta di realizzare una rotatoria all’incrocio tra due vie comunali e l’ex statale 11. L’opera, secondo i comitati, doveva servire all’immissione di circa 300 camion al giorno della ditta Bettoni spa e avrebbe richiesto terreni di altri proprietari, con il rischio di espropri per un’opera che i firmatari consideravano di interesse soltanto privato.
Il testo sottolineava anche che il traffico pesante avrebbe interessato via Rimembranze, una strada con una carreggiata di circa tre metri e un divieto di transito per i mezzi pesanti in vigore da oltre dieci anni. I comitati chiedevano inoltre che fine avesse fatto lo studio del traffico da loro protocollato nel novembre 2005, che a loro dire dimostrava una situazione diversa da quella censita dall’impresa.
- la mancata VIA segnalata in sede europea;
- il parere atteso dal Ministero dell’ambiente;
- i ricorsi dei Comuni ancora pendenti al TAR;
- la rotatoria sull’ex statale 11 e il traffico su via Rimembranze;
- la recinzione autorizzata, secondo i firmatari, senza sentire il consorzio irriguo competente per i canali dell’area.
L’appello alla Provincia
I firmatari chiedevano alla Provincia di fermarsi e di chiarire i punti ancora oscuri prima di autorizzare un’opera che, scrivevano, le comunità non volevano. L’appello era rivolto in particolare all’assessore provinciale all’ambiente Mattinzoli, invitato a dimostrare con i fatti l’attenzione alle regole. I comitati lamentavano anche che dal 2004 si attendesse il rinnovo della consulta delle attività estrattive, l’organismo di supporto sul tema.
La nota del Comune di Rovato
Alla presa di posizione dei comitati si affiancava una nota istituzionale. Nel consiglio comunale del 29 ottobre 2007 il consigliere Angelo Bergomi, delegato alle attività estrattive, aveva riferito che venerdì 26 ottobre l’amministrazione aveva inviato agli uffici provinciali competenti, Ecologia e cave da una parte e gestione delle strade dall’altra, una lettera che richiamava le questioni ancora aperte. Il Comune chiedeva ai funzionari di attendere i chiarimenti prima di autorizzare in via definitiva l’ambito estrattivo.
La Bonfadina è stata per anni uno dei temi ambientali più discussi tra Rovato e Cazzago, in un territorio di pianura dove agricoltura, viabilità e attività estrattive convivono a fatica. L’archivio raccoglie altri articoli sulla vicenda, come la bozza della convenzione d’ufficio sulla Bonfadina e l’esposto alla Procura di Brescia, oltre alla rubrica ambiente.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 31 ottobre 2007 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
