Cava Bonfadina, un esposto alla Procura di Brescia mentre il cantiere avanza
Il consigliere rovatese Angelo Bergomi e Legambiente Franciacorta hanno chiesto ai magistrati di valutare l'iter della cava, mentre la società recintava l'area e preparava l'accesso sulla ex statale 11.
A fine dicembre 2007 la vicenda della cava Bonfadina, tra Rovato e Cazzago San Martino, si è spostata anche sul piano giudiziario. Il 21 dicembre Angelo Bergomi, consigliere comunale di Rovato con delega alle attività estrattive, e Silvio Parzanini, presidente di Legambiente Franciacorta, hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Brescia. Nel frattempo, però, i lavori sul terreno andavano avanti: la società titolare dell’autorizzazione aveva recintato l’area e cominciato a preparare l’accesso al futuro scavo.
Che cosa stava succedendo nell’area
Secondo quanto riferito allora, la ditta aveva delimitato con una recinzione tutta la zona interessata e realizzato un terrapieno sul lato ovest. Aveva inoltre acquistato dalla Brixia Finanziaria circa 700 metri quadrati all’incrocio tra via San Giovanni, via Rimembranze e la ex statale 11, di fronte al vivaio Pelizzari. Proprio in quel punto, stando al progetto, avrebbe dovuto sorgere la rotonda di ingresso alla cava.
Per chi si opponeva al progetto, quei movimenti erano il segnale che il cantiere stava procedendo a ritmo sostenuto, prima ancora che la giustizia amministrativa si pronunciasse sui ricorsi già presentati.
Le ragioni dell’esposto secondo i firmatari
Nel comunicato che accompagnava l’esposto, Bergomi e Parzanini ricostruivano la vicenda dal loro punto di vista. Si trattava, a loro dire, di una cava molto estesa, equivalente come superficie a circa 106 campi da calcio. Sul tema si erano mobilitati negli anni il comitato anticava e il Gruppo Tutela Ambiente rovatese.
Questi i punti principali sollevati dai firmatari:
- l’autorizzazione all’apertura sarebbe stata rilasciata ai primi di ottobre 2007, mentre erano ancora pendenti davanti al TAR i ricorsi dei Comuni di Cazzago San Martino e di Rovato;
- a regime, il traffico previsto sarebbe stato di circa 300 mezzi pesanti al giorno su una strada già molto carica;
- un’indagine giornalistica aveva indicato il tratto rovatese della ex statale 11 come il più pericoloso della provincia, e lo studio sul traffico commissionato dal comitato avrebbe restituito valori superiori a quelli presentati dalla società;
- la Commissione europea avrebbe contestato la mancata valutazione di impatto ambientale, la VIA, per un intervento di 35 ettari, a fronte di una soglia di 20 ettari;
- una delibera regionale del novembre 2006 avrebbe lasciato aperte criticità che, a febbraio 2007, risultavano ancora non risolte.
Si tratta delle tesi dei promotori dell’esposto: il comunicato non riportava una replica della società o degli enti che avevano concesso l’autorizzazione, e spettava ai magistrati valutare se vi fossero profili di rilievo.
Il timore di danni irreversibili
Il punto centrale dell’iniziativa era il tempo. I firmatari temevano che, nell’attesa della decisione del TAR sulla richiesta di sospensiva, gli scavi potessero produrre danni al territorio non più rimediabili. Con l’esposto chiedevano quindi alla Procura di intervenire per evitare effetti irreversibili e, al tempo stesso, per scongiurare che lo Stato italiano fosse chiamato a pagare sanzioni per un’eventuale procedura di infrazione europea legata alla mancata VIA.
Una battaglia lunga
Quello della Bonfadina era uno dei dossier ambientali più seguiti a Rovato. La cava si trovava nella pianura a sud del Monte Orfano, in un’area dove la ex statale 11, la vecchia Padana Superiore, costituiva da tempo un punto critico per il traffico. La partita si giocava su più tavoli: amministrativo, con i ricorsi dei due Comuni, istituzionale, con le osservazioni europee, e ora anche penale, con l’esposto.
Per seguire la vicenda
Gli sviluppi successivi sono raccontati in altri articoli d’archivio, a partire dalla pronuncia con cui il TAR ha fermato le ruspe alla Bonfadina fino all’udienza davanti al Consiglio di Stato. Sul nodo della viabilità si può leggere anche l’approfondimento sui punti critici della ex statale 11.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 29 dicembre 2007 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
