Consiglio comunale di Rovato: Manenti resta consigliere, la Ricchino verso l’ex orfanotrofio

Respinta la richiesta di decadenza dell'ex sindaco, con l'astensione di Rovato Civica. Nella stessa seduta via libera alla convenzione con la Fondazione Cossandi per trasferire la scuola in via Spalenza.

Francesca Zanola Di Francesca Zanola
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Consiglio comunale di Rovato: Manenti resta consigliere, la Ricchino verso l’ex orfanotrofio
Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Syrio. Licenza: CC BY-SA 4.0.

Seduta lunga e densa, quella del consiglio comunale di Rovato di fine giugno 2009. In chiusura, poco prima della mezzanotte, l’aula ha respinto la proposta di far decadere dalla carica di consigliere l’ex sindaco Roberto Manenti, avanzata da un gruppo di cittadini vicini all’associazione Rovato Futura. Le due ore precedenti erano state invece dedicate quasi interamente al futuro della Scuola Ricchino, destinata a trasferirsi entro ottobre 2010 nell’ex orfanotrofio di via Spalenza.

La richiesta di decadenza respinta

Il conteggio dei voti è stato netto: 5 contrari alla decadenza, tutti dai banchi dell’opposizione (Conter, Danesi, Lazzaroni, Fogliata e Toscani), e 13 astenuti, i consiglieri della maggioranza di Rovato Civica. Senza voti favorevoli, la proposta non è passata e Manenti è rimasto al suo posto in consiglio.

La posizione della maggioranza

A spiegare la scelta di non votare è stata la capogruppo di Rovato Civica, Luciana Buffoli. Prima ha criticato il tono della lettera inviata da Manenti al consiglio sulla vicenda, giudicandolo poco rispettoso del confronto tra amministrazione, maggioranza e opposizione. Poi ha motivato l’astensione con il rispetto dovuto ai rovatesi che avevano votato Manenti e, più in generale, a chi aveva sostenuto il progetto di Rovato delle Libertà. Secondo Buffoli, toccava quindi ai consiglieri di minoranza assumersi la responsabilità politica di decidere sul destino del proprio alleato.

Le parole dell’opposizione

Dall’opposizione non sono arrivate dichiarazioni ufficiali. Conter ha spiegato di preferire un voto immediato e palese, pur avendo preparato una lunga dichiarazione sul caso. Giacomo Fogliata ha aggiunto che il giudizio sull’operato di Manenti spetterà ai suoi elettori.

La Ricchino all’ex Cossandi

Il cuore della seduta è stato però la proposta di convenzione tra la Fondazione Cossandi e il Comune di Rovato. Il testo prevede il trasferimento dell’intera Scuola Ricchino, dall’ottobre 2010, nell’ex orfanotrofio di via Spalenza.

  • In cambio il Comune verserà alla Fondazione circa 55mila euro l’anno di affitto fino al 2027, quando, per ragioni legate alla natura del lascito, l’accordo dovrà essere rinegoziato.
  • La spesa complessiva, pari a 950mila euro, servirà di fatto per i lavori di ammodernamento dell’edificio.
  • La struttura dispone di 850 metri quadrati di aule e di altri 550 tra spogliatoi, servizi e laboratori.

Il confronto in aula

Rovato Civica si è espressa a favore del progetto. L’opposizione ha votato contro, chiedendo più volte alla maggioranza di valutare la costruzione di una sede di proprietà comunale, capace di restare in mano pubblica anche dopo il 2027.

Tra le alternative proposte, quella del consigliere Toscani (Lega Nord): sfruttare il futuro Piano di governo del territorio per ricavare un’area adatta a un’opera pubblica di questo tipo. A suo giudizio attendere un anno o poco più non sarebbe stato un problema, perché tra piani integrati e proposte dei privati il Pgt avrebbe potuto offrire l’occasione giusta per una sede definitiva.

L’ipotesi è stata respinta da diversi esponenti della maggioranza, per ultimo dall’assessore competente Riccardo Sette. Secondo Sette il nuovo Pgt sarebbe stato molto prudente nel concedere ulteriore consumo di suolo, viste le trasformazioni già vissute da Rovato, e le priorità sarebbero andate al futuro polo scolastico e alla IV Novembre.

Perché contava per Rovato

La Ricchino è una scuola storica della città, legata alla formazione nelle arti e nei mestieri, e la scelta della sua sede riguardava molte famiglie. Il dibattito sul Pgt, lo strumento urbanistico che sostituisce il vecchio piano regolatore, si sarebbe intrecciato a lungo con questi temi, come raccontato negli articoli sui lavori preparatori del Pgt di Rovato e sulle iniziative della Scuola Ricchino. Il contesto politico di quella fase è nella sezione politica.

Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 1 luglio 2009 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.