Macogna, nuova discarica alle porte di Rovato: scontro tra Pd e amministrazioni

La Provincia di Brescia ha autorizzato una discarica di inerti nella zona di Cazzago confinante con Duomo e Bargnana. Il Pd rovatese ha accusato i sindaci, che hanno replicato elencando i propri atti.

Elena Ghidini Di Elena Ghidini
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Macogna, nuova discarica alle porte di Rovato: scontro tra Pd e amministrazioni
Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Leonhard Lenz. Licenza: CC0.

Nel novembre 2013 una nuova discarica alle porte di Rovato ha acceso un duro confronto politico. La Provincia di Brescia aveva dato il via libera a un impianto per rifiuti inerti da 1,3 milioni di metri cubi, su una superficie di circa 100.000 metri quadrati, nella parte della Macogna che ricade nel territorio di Cazzago San Martino, a ridosso delle frazioni rovatesi di Duomo e Bargnana. Un’area dell’Ovest bresciano già segnata da numerose cave e discariche.

Il PLIS che sembrava accantonato

Sulla zona pesava anche il destino del PLIS, il parco locale di interesse sovracomunale votato dai Comuni di Rovato, Cazzago, Berlingo e Travagliato ma mai approvato dalla Provincia. Con l’autorizzazione della discarica il progetto di parco sembrava messo da parte. Berlingo stava preparando un ricorso, mentre Travagliato attendeva di valutare il da farsi.

Le accuse del Pd di Rovato

Lunedì 4 novembre il Partito Democratico rovatese ha convocato una conferenza stampa nella propria sede di piazza Palestro. Questa, in sintesi, la sua ricostruzione:

  • il 5 aprile 2013 Rovato e Cazzago avrebbero espresso un parere favorevole al progetto di discarica della società DRR, poi autorizzato dalla Provincia il 10 luglio;
  • i Comuni avrebbero saputo dell’autorizzazione solo pochi giorni prima della conferenza stampa;
  • secondo il Pd, i sindaci sarebbero venuti meno agli impegni presi in campagna elettorale, e il parere non sarebbe stato reso pubblico, nemmeno durante la «giunta itinerante» tenuta a Duomo a settembre;
  • il partito auspicava che Berlingo, che ha un pozzo comunale a poche centinaia di metri, e Travagliato presentassero ricorso;
  • veniva ricordata infine la legge regionale che avrebbe reso comunali i fondi delle cave esaurite, ferma dal 2004.

La replica delle amministrazioni di Rovato e Cazzago

Il giorno dopo, 5 novembre, le amministrazioni dei due Comuni hanno risposto con una nota che ripercorreva gli atti adottati negli anni:

  • la delibera di giunta dell’8 settembre 2008 sul PLIS;
  • la conferenza del 4 dicembre 2009, con parere favorevole condizionato sull’ambito estrattivo ATE g14;
  • l’atto costitutivo del PLIS del 16 gennaio 2010;
  • la delibera di giunta n. 68 del 30 aprile 2012, con l’incarico a un legale per il ricorso al TAR contro la pronuncia regionale di compatibilità n. 2915 del 3 aprile 2012, e la delibera n. 79 del 3 maggio 2012 per l’intervento ad adiuvandum;
  • il mandato all’avvocato Galli di Lecco, conferito il 31 maggio 2012 dai sindaci Antonio Mossini e Roberta Martinelli;
  • le conferenze del 17 luglio 2012 e del 29 gennaio 2013 sulla viabilità.

Secondo le amministrazioni, il parere favorevole del 5 aprile 2013 riguardava il progetto stradale e non la discarica in sé. I due Comuni annunciavano un ricorso al TAR contro il provvedimento provinciale n. 2837 del 10 luglio 2013, notificato il 28 ottobre. Sostenevano inoltre che il PLIS fosse stato di fatto superato già il 4 dicembre 2009, sotto le amministrazioni Foresti e Cottinelli, e definivano propaganda le accuse del Pd.

La controreplica di Angelo Bergomi

A rispondere per il Pd è stato Angelo Bergomi, responsabile provinciale ambiente del partito e segretario cittadino. A suo giudizio, il verbale del 5 aprile 2013, a pagina 3, riportava pareri positivi di Cazzago e Rovato proprio sul progetto di discarica, e l’autorizzazione provinciale, a pagina 8, lo confermava. Bergomi sosteneva che consentire la discarica significasse ostacolare il PLIS e considerava grave che cittadini e consiglieri di minoranza fossero rimasti all’oscuro per oltre sei mesi.

Due letture opposte degli stessi atti

Il nodo, in definitiva, stava nell’interpretazione dei documenti: per il Pd il parere riguardava la discarica, per le amministrazioni la sola viabilità. La questione era destinata a tornare in aula al successivo consiglio comunale.

Gli sviluppi

La vicenda della Macogna è proseguita a lungo. Se ne trovano tracce negli articoli sulla VIA concessa da Regione e Provincia e sul sequestro di parte dell’area. Altre notizie sono raccolte nella sezione ambiente.

Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 6 novembre 2013 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.