Macogna: Regione e Provincia danno la Via alla discarica, i quattro Comuni annunciano battaglia
Il decreto regionale di Valutazione di impatto ambientale del 3 aprile 2012 apre alla discarica di inerti nella cava Macogna. Rovato, Berlingo, Cazzago San Martino e Travagliato contestano la decisione.
Il decreto di Valutazione di impatto ambientale firmato il 3 aprile 2012 ha aperto la strada a una discarica di rifiuti inerti nella cava Macogna, nell’area al confine fra Rovato, Berlingo, Cazzago San Martino e Travagliato. I quattro Comuni hanno risposto con una presa di posizione comune, inviata alla redazione e pubblicata da Rovato.org, in cui hanno contestato duramente la scelta di Regione Lombardia e Provincia di Brescia e annunciato iniziative politiche e giudiziarie.
Che cosa prevede il decreto
Secondo quanto riferito dai Comuni, il provvedimento regionale consente di realizzare la discarica nella ex cava situata più a nord dell’ambito Macogna, su terreni appartenenti al territorio di Cazzago San Martino. La decisione è arrivata con il parere favorevole della Regione, sostenuto da un parere tecnico positivo della Provincia. La Valutazione di impatto ambientale è la procedura con cui gli enti esaminano gli effetti di un’opera su ambiente, salute e territorio prima di autorizzarla.
Le ragioni del no dei quattro Comuni
Nella nota, i Comuni hanno definito la procedura lacunosa e sbagliata, sostenendo che non avrebbe tenuto conto né delle esigenze locali né del parere negativo dell’Asl. Il progetto, hanno scritto, risponderebbe unicamente alla proposta di una società privata, in un ambito estrattivo dove a loro dire si sarebbero verificati abusi e inadempienze: conferimenti irregolari di rifiuti, escavazioni non autorizzate e mancata realizzazione delle opere ambientali promesse come condizione per scavare, fra cui piantumazioni, una rotatoria, una strada e una pista ciclabile. Si tratta della ricostruzione delle amministrazioni firmatarie.
I sindaci hanno poi richiamato il peso già sopportato dalla zona, interessata contemporaneamente da attività di cava, cantieri della BreBeMi e dell’alta velocità ferroviaria e dal cantiere del depuratore consortile. A loro giudizio, aggiungere una discarica avrebbe penalizzato cittadini che si distinguono per i buoni risultati nella raccolta differenziata.
Il nodo del Plis e della conferenza dei servizi
Due i punti procedurali sollevati. Il primo riguarda il Plis, il parco locale di interesse sovracomunale istituito dai quattro Comuni proprio sull’area della Macogna: la Provincia, secondo la nota, non aveva ancora risposto alla richiesta di riconoscimento. Il secondo riguarda la Regione, che avrebbe accolto e messo a verbale la richiesta di convocare una nuova conferenza dei servizi dopo il parere provinciale, senza poi darvi seguito.
Le richieste delle amministrazioni
Con un tono volutamente polemico, i Comuni hanno parlato di un “regalo di Pasqua” non gradito e hanno ribadito il loro rifiuto del progetto. Le amministrazioni si sono impegnate a intraprendere ogni azione politica e giudiziaria a tutela del territorio e della salute dei cittadini. Hanno inoltre chiesto:
- di decidere il futuro del territorio insieme ai Comuni;
- la modifica della legge regionale sulle cave, che secondo loro finisce per trasformare ogni cava in una discarica;
- un piano regionale di gestione dei rifiuti che chiarisca quanti rifiuti industriali si producono e quante discariche servono in Lombardia.
La nota era firmata da Giuseppe Foresti, sindaco di Cazzago San Martino, Dante Daniele Buizza, sindaco di Travagliato, Dario Ciapetti, sindaco di Berlingo, e Angelo Bergomi, vicesindaco di Rovato.
Una vicenda lunga per Rovato
La Macogna è una vasta area di cave nella pianura a sud della Franciacorta, a ridosso dei confini rovatesi. Il caso era seguito da tempo dai Comuni e dai comitati, come raccontano gli articoli sul sequestro di parte dell’area della cava Macogna e sullo scontro politico sulla nuova discarica. Altri temi legati al territorio sono raccolti nella sezione ambiente.
Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 5 aprile 2012 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.
