Discarica Macogna, la Provincia concede la deroga sull’eluato: i quattro sindaci verso il Tar

La Provincia di Brescia autorizzò l'innalzamento dei limiti sull'eluato chiesto dalla Drr. Comitati in protesta, mentre i sindaci di Rovato, Cazzago, Berlingo e Travagliato annunciarono il ricorso.

Elena Ghidini Di Elena Ghidini
3 min di lettura
Discarica Macogna, la Provincia concede la deroga sull’eluato: i quattro sindaci verso il Tar
Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Arnoldius. Licenza: CC BY-SA 3.0.

Nell’autunno del 2016 la vicenda della discarica Macogna, l’impianto al confine tra Cazzago San Martino, Rovato, Berlingo e Travagliato, conobbe un nuovo capitolo. La Provincia di Brescia aveva accolto la richiesta della ditta Drr di triplicare i limiti relativi all’eluato, un parametro tecnico che, al di là delle formule chimiche, allarga in modo significativo le tipologie di rifiuti che possono essere conferite nell’impianto. La decisione suscitò la dura reazione dei comitati ambientalisti e, nel giro di pochi giorni, la presa di posizione ufficiale dei quattro sindaci del territorio.

Che cosa prevedeva la deroga

L’eluato è, in termini semplici, il liquido ottenuto nei test di laboratorio che misurano quante sostanze un rifiuto rilascia a contatto con l’acqua. I limiti fissati per questo parametro determinano quali materiali possono entrare in una discarica: innalzarli significa ammettere rifiuti che altrimenti sarebbero esclusi.

La deroga era stata concessa il 24 ottobre dalla Provincia, allora guidata dal presidente Pier Luigi Mottinelli, esponente del Pd eletto a metà 2014 grazie a un accordo tra lo stesso Pd, Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Udc.

La protesta dei comitati

Furente la reazione del Comitato No alla discarica Macogna e del tavolo ambientalista Basta Veleni, che annunciarono nuove iniziative. In quei giorni comparvero numerosi striscioni di protesta in diversi paesi della Franciacorta e nella città di Brescia, segno di una mobilitazione che andava oltre i confini dei comuni direttamente interessati.

L’incontro in Prefettura e la posizione dei sindaci

Mercoledì 26 ottobre i sindaci erano stati convocati dal Prefetto di Brescia in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza anche dei rappresentanti dell’azienda. In quella sede, come spiegarono poi in un comunicato, ribadirono la loro ferma contrarietà alla deroga e annunciarono l’intenzione di impugnarla davanti al Tar, chiedendone la sospensiva.

I primi cittadini giudicavano tardivo un tavolo di confronto aperto a decisioni già prese. Lamentavano di non essere mai stati convocati dalla Provincia, ente competente per l’autorizzazione, prima del nuovo provvedimento, e di non aver avuto alcun dialogo con l’ente su questo passaggio.

Le preoccupazioni, secondo i sindaci, erano anzi aumentate dopo l’incontro. Il legale dell’azienda avrebbe infatti riferito che i conferimenti non sarebbero stati effettuati direttamente dalla Drr, ma da un altro soggetto, del quale non erano state fornite indicazioni. I sindaci chiedevano quindi alla Provincia chiarimenti su questo aspetto, ricordando che all’ente spetta anche il controllo sulle attività di gestione dei rifiuti.

Nel comunicato i quattro amministratori richiamavano inoltre il fatto che l’azienda risultava coinvolta in un procedimento penale per presunti conferimenti di materiale non conforme. Un procedimento allora in corso, nel quale valeva naturalmente la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo.

Chi ha firmato il comunicato

  • Cristina Bellini, sindaco di Berlingo;
  • Antonio Mossini, sindaco di Cazzago San Martino;
  • Tiziano Belotti, sindaco di Rovato;
  • Renato Pasinetti, sindaco di Travagliato.

Per ricostruire le tappe precedenti della vicenda si possono rileggere gli articoli su l’arrivo della nuova discarica alle porte di Rovato e sulla valutazione di impatto ambientale concessa da Regione e Provincia, oltre alla sezione ambiente dell’archivio.

Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 28 ottobre 2016 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.