Rovato e il Progetto Verde: villa Cantù, parco Aldo Moro e il nuovo parco Cogeme di via Parini

Dal 2003 il Comune di Rovato aveva investito oltre due milioni di euro nei parchi pubblici: villa Cantù recuperata, parco Aldo Moro in cantiere, nuove aree in via Campomaggiore, via Parini e via Monte Guglielmo.

Elena Ghidini Di Elena Ghidini
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Rovato e il Progetto Verde: villa Cantù, parco Aldo Moro e il nuovo parco Cogeme di via Parini
Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Syrio. Licenza: CC BY-SA 4.0.

Tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 Rovato avviò gli ultimi cantieri del cosiddetto Progetto Verde, il programma con cui l’amministrazione comunale aveva deciso di ampliare e riqualificare parchi e giardini pubblici su tutto il territorio cittadino. Il piano, partito nel 2003, aveva un costo complessivo di 2 milioni e 125 mila euro, coperto in parte con piani integrati concordati con soggetti privati, tra cui la multiutility Cogeme e la cooperativa Isparo. In poco più di tre anni la superficie di verde pubblico della capitale della Franciacorta era cresciuta in modo netto.

Villa Cantù restituita alla città

Il tassello più visibile del programma era stato il parco di Villa Cantù, inaugurato ufficialmente all’inizio di ottobre. Si trattava di circa 40mila metri quadrati di verde che erano rimasti in stato di abbandono per una trentina d’anni e che erano stati recuperati grazie a un accordo tra il Comune e la cooperativa sociale Isparo di Corte Franca. Per una cittadina come Rovato, che si sviluppa ai piedi del Monte Orfano tra la pianura bresciana e le colline della Franciacorta, riaprire un’area di queste dimensioni significava offrire un nuovo luogo di passeggio e di incontro a pochi passi dal centro.

Il parco Aldo Moro: recinzione, sorveglianza e un bar

Pochi giorni prima della pubblicazione erano partiti anche i lavori nel parco Aldo Moro, il più esteso spazio pubblico di Rovato. L’intervento, con una spesa prevista di 600mila euro, doveva concludersi nei primi mesi del 2007. Il progetto comunale prevedeva una ristrutturazione generale dell’area, con la recinzione e la sorveglianza del parco, nuove piantumazioni e la costruzione di un bar interno. Il locale avrebbe avuto una doppia funzione: punto di ristoro per le famiglie e presidio di custodia del parco stesso.

Via Campomaggiore, via Parini e via Monte Guglielmo

Il Progetto Verde non si limitava ai due parchi principali. Altri interventi riguardavano diverse zone del paese:

  • in via Campomaggiore, su un’area di 7000 metri quadrati ottenuta con un piano integrato concordato con un privato, era previsto un parco pubblico recintato e sorvegliato, con un anello asfaltato di 600 metri per la corsa e due campi da calcio, uno regolamentare a undici e uno per gli allenamenti; il loro uso sarebbe stato regolato da convenzioni con alcune associazioni sportive locali;
  • in via Parini Cogeme avrebbe realizzato un altro parco pubblico, anch’esso recintato e sorvegliato, su 16.500 metri quadrati accanto alla propria sede rovatese;
  • in via Monte Guglielmo, a nord del paese, circa 8500 metri quadrati sarebbero diventati un nuovo bosco di circa 300 piante, pensato come barriera di protezione per la zona residenziale, per un costo di 40mila euro.

Da 35mila a 125mila metri quadrati di verde

Il bilancio tracciato dal municipio era espresso soprattutto in cifre. Nell’arco di tre anni Rovato era passata da 35mila a 125mila metri quadrati di verde pubblico, con la prospettiva di arrivare a 145mila metri quadrati grazie ad altri interventi ancora in fase di definizione o di progettazione. L’obiettivo dichiarato dal Comune era migliorare la qualità della vita aumentando gli spazi sociali e ricreativi, nella convinzione che la frequentazione dei parchi da parte dei cittadini avrebbe reso ancora più importante l’impegno pubblico per la loro manutenzione.

Il ricorso ai piani integrati con i privati era la chiave finanziaria dell’operazione: in cambio di interventi edilizi o di accordi urbanistici, soggetti come Cogeme o la cooperativa Isparo si facevano carico della realizzazione o del recupero di aree verdi destinate all’uso pubblico. I piani integrati sono uno strumento previsto dalla normativa urbanistica lombarda, che permette di far crescere le dotazioni pubbliche senza gravare interamente sul bilancio comunale.

Perché contava per Rovato

Per la comunità rovatese il Progetto Verde rappresentava un cambio di scala: parchi recintati e custoditi, impianti sportivi all’aperto e nuove alberature in zone residenziali. Sul tema del territorio e delle sue trasformazioni si possono ritrovare altri articoli nella sezione ambiente di Rovato e della Franciacorta, mentre il ruolo della multiutility con sede in città torna in molte vicende raccontate negli anni, come il rinnovo del consiglio di amministrazione di Cogeme. Per un quadro generale del paese è utile anche la pagina numeri e curiosità su Rovato e i rovatesi.

Articolo d’archivio pubblicato originariamente il 6 gennaio 2007 su Rovato.org. Il testo è stato riordinato nel 2026 senza aggiornare i fatti.

Elena Ghidini

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Elena Ghidini

Elena Ghidini ha accompagnato visitatori tra le cantine e i borghi della Franciacorta. Per Rovato.org si occupa di cultura, ambiente e territorio, dalle feste di paese ai sentieri del Monte Orfano. Nel fine settimana percorre in bicicletta le strade tra i vigneti.