Rovato, il consigliere Bergomi e il vicesindaco Costanzi scrivono ai media: “Piano Cave della Provincia di Brescia, serve una revisione”
Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere Angelo Bergomi e dal vicesindaco di Rovato, Eligio Costanzi:
Oggetto: E’ ora di fare una Revisione del Piano Cave Provinciale Rovato 29/01/2009
Egregio direttore, vorremmo esprimere alcune riflessioni alla luce dei risultati di una recente indagine sullo spaventoso consumo del territorio avvenuto nell’ultimo decennio in provincia di Brescia. Il 14 Gennaio scorso il TAR di Brescia ha annullato l’autorizzazione all’escavazione per la Bonfadina, enorme cava di ghiaia e sabbia posta sul confine tra il nostro comune, Rovato, e, Cazzago S.M., in riferimento ai ricorsi di quest’ultimo. La sentenza fa il paio con quella, identica, dello scorso dicembre relativa ai nostri ricorsi rovatesi.
Il TAR ha sancito come la Regione non potesse quadruplicare la Bonfadina passando dalla proposta provinciale di 400.000 mc a 1.600.000 mc senza interpellare i Comuni. Nel merito riteniamo gravissimo che si sia consentito alla ditta di iniziare l’escavazione a Agosto con un’autorizzazione ora annullata, sapendo benissimo che il TAR si sarebbe comunque espresso nell’arco di qualche mese in un senso o nell’altro. E ora chi ripristinerà il danno arrecato al nostro territorio dopo quattro mesi di frenetica attività, con file di bilici in ingresso/uscita dal bacino viste da tutti i cittadini?
Non è questo l’unico tema. Stiamo assistendo negli ultimi mesi a altre numerose sentenze del TAR di Brescia che stanno modificando sensibilmente l’abnorme Piano Cave Provinciale bresciano approvato nel 2005 dalla Regione. Oltre alle due sentenze sopracitate il TAR ha annullato anche l’allargamento al di là di una strada comunale della cava Macogna (ATE14) sempre a Cazzago S.M. e alle porte della frazione rovatese di Duomo: escavazione che avrebbe nei fatti costituito l’apertura di un nuovo bacino. A Ottobre è stato annullato lo spostamento operato dalla Regione di 200.000 metri cubi da una cava a Capo di Ponte (ATE1) consentendo l’apertura di un nuovo bacino, l’ATE57, in Comune di Losine. Troppo sfacciata, per il TAR, la violazione della legge regionale che impone di allargare bacini esistenti prima di aprirne di nuovi.
A fine Dicembre, inoltre, il TAR ha ribadito che non è possibile cavare nelle vicinanze dell’aeroporto di Montichiari rigettando la richiesta di un cavatore che chiedeva un risarcimento di 630.000 € ogni 45 giorni di mancata attività, 14.000 euro al giorno! Ci piacerebbe sapere quanto dovrebbero allora chiedere i Comuni per i danni ambientali subiti da attività estrattive pluridecennali e se assisteremo a ricorsi della Regione contro queste sentenze del TAR favorevoli ai Comuni.
Ponendoci nel solco di una condivisibile tutela della Franciacorta ipotizzata dalla Provincia, tanto da suscitare le ire funeste della Regione che l’ha commissariata rispetto al Piano Provinciale Rifiuti, ci chiediamo se non sia arrivato il momento di prevedere una revisione del Piano Cave Provinciale, essendo giunti a metà della sua decennale durata.
Sul caso della cava Bonfadina, per esempio, ci chiediamo se non sia opportuno preservare l’ultimo terreno rovatese a denominazione DOCG, chiudendo definitivamente questa vicenda che non giova a nessuno: i Comuni rigettano l’idea di aprire un enorme buco di 34 ettari confinante con dei vitigni e appetibile anche per future discariche, la ditta chiede di operare con sicurezza per il proprio futuro.
Ad esempio, una revisione del piano potrebbe consentire abbastanza agevolmente una cancellazione definitiva del bacino della Bonfadina con redistribuzione dei suoi volumi su bacini già aperti: l’impatto sarebbe di gran lunga inferiore, in linea con gli indirizzi dati dal TAR e con quanto previsto anche nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. A livello più generale è assodato che i metri cubi di ghiaia assegnati nel 2005 sono eccessivi rispetto a un’edilizia bresciana molto rallentata e a milioni di metri cubi di inerti bresciani estratti per esigenze non bresciane. Il federalismo non vale per le cave? Tanto più ora che stanno avanzando concrete proposte di recupero di inerti al fine di ridurne l’estrazione.
Un ultimo passaggio sulla Regione Lombardia. Dal 2004 una cinquantina di Comuni, con Cazzago S.M. e Rovato capifila, hanno portato all’attenzione del presidente Formigoni una proposta di modifica della legge regionale cave (14/1998) che consenta ai Comuni di contare qualcosa nella pianificazione dei bacini estrattivi. Oggi, infatti, un cavatore proprietario di un’area agricola può vedersela convertita in escavabile da un voto regionale, aumentandone il valore economico di decine e decine di volte, anche se il Comune è contrario.
La Regione (con in testa numerosi assessori e consiglieri regionali bresciani, alcuni ricandidatisi alle prossime elezioni regionali) aveva promesso da tempo il superamento dell’attuale legge. E’ passata un’intera legislatura ma non abbiamo visto la modifica di una virgola. Anzi! Abbiamo assistito allibiti a numerosi ricorsi della Regione Lombardia al TAR o al Consiglio di Stato contro i Comuni. Perché invece la Regione non si è costituita in giudizio con la medesima tempestività contro i ricorsi di numerosi cavatori? Ma come, si ricorre contro i Comuni e non contro i privati?
Con queste premesse ci chiediamo se dovremo assistere anche a Rovato all’ennesimo avvilente ricorso della Regione Lombardia al Consiglio di Stato anche sulla cava Bonfadina.
Non vogliamo però fare di tutta l’erba un fascio. Piuttosto speriamo che i segnali di discontinuità avanzati ultimamente dalla Provincia di Brescia rispetto a questa logica regionale si concretizzino davvero.
Un buon inizio sarebbe ripristinare la Consulta provinciale per le attività estrattive che per 5 anni la giunta provinciale Cavalli non ha rinnovato: un organismo che con il contributo di esperti del settore, ordini professionali, Comuni, imprese di escavazione, agricoltori ecc potrebbe davvero aumentare la consapevolezza della necessità di revisionare il Piano Cave Provinciale di Brescia. Sarebbe una prima indicazione che le istituzioni sono tornate a fare pianificazione urbanistica e non hanno demandato, inconcepibilmente, questo compito ai cavatori.
Ing. Angelo Bergomi
Consigliere comunale di Rovato con delega alle attività estrattive
Eligio Costanzi
Vicesindaco Rovato”


















Febbraio 1st, 2010 alle 3:47 pm
.. perchè consigliere e vicesindaco?
il sindaco non è d’accordo con quanto scritto?
Io, personalmente, concordo con Bergomi e Costanzi.
Febbraio 1st, 2010 alle 4:58 pm
Semplicemente ci siamo occupati io e Costanzi di condensare le idee dell’intera maggioranza che è da sempre compatta su questi temi tanto da sostenere tutti i ricorsi susseguitisi in questi anni.
Approfitto per aggiornare i cittadini di una novità di stamattina. Ci è giunta notiza del ricorso al Consiglio di Stato da parte della ditta con richiesta di sospensiva rispetto agli effetti della sentenza del TAR che ha bloccato le ruspe.
Sono pronto a scommettere tutto quello che volete che ci sarà un ricorso contro il Comune di Rovato e di Cazzago S.M. da parte della Regione Lombardia.
Febbraio 1st, 2010 alle 5:55 pm
ottima lettera, ma cambierà mai qualcosa?
ho dubbi purtroppo…
Febbraio 1st, 2010 alle 6:09 pm
il sindaco sta provvedendo di persona a donare un milione di euro a tutte le associazioni umanitarie a scopo di lucro.. ahahah e una battuta ovviamente, ma io chiamerei chi la visto.. non si sa mai..
ma non è che a rovato la classe politicà ora in carica scrive solo lettere ma di fatti?
ma scendere finalmente da qual piedistallo? mi sembra veramente che rovato sotto molti punti stia cadendo.. non è demagogia leghista, è la mia visione da cittadino, passando per il centro è una buca unica, ci sono interi tratti nelle frazioni ancora non illuminati dopo anni, veramente mi sembra di essere sempre fuori dal coro, ma ultimamente rovato sta veramente cadendo a pezzi, tralasciamo il fatto che l’ignoranza di certa gente che abbandona rifiuti a destra e manca. Ma ci sono moltissimi sprechi, un paese come rovato non dovrebbe veramente avere una strada come corso bonomelli, è un obbrobrio sia da guardare che da percorrere, e se al posto di quei simpaticissimi sassolini si tornasse al vecchio e caro asfalto? certo si perde in visione ( ormai pessima) ma si guadagna in praticità comodità…
se sono veramente io che ho una visione cosi distorta di rovato fatemelo capire veramente..
Febbraio 1st, 2010 alle 6:57 pm
Marilena, cambierà qualcosa se gli enti locali come lo sono i Comuni non si stancheranno di denunciare queste cose piuttosto che continuamente accordarsi con i privati e accettare il male minore.
Cambierà qualcosa se venisse una volta tanto dato un segnale a chi ha governato in Regione questo tema dell’attività estrattiva da 15 anni sempre promettendo di modificare la legge regionale e non facendolo mai.
Cambierà qualcosa se non solo gli amministratori locali si faranno carico di dire le cose come stanno ma tutti i cittadini.
E ribadisco senza il timore di dire che se anche la controparte sta facendo cose giuste gli deve essere riconosciuto, come crediamo di aver dimostrato nella lettera sulle attuali posizioni in Provincia.
Ma senza paura di dire che in Regione si stanno compiendo atti incredibili su questo tema. Da Bergamo dove nemmeno la Curia riesce a scongiurare una cava che prosciugherà la fonte del santuario di Caravaggio a Brescia come sul nostro caso.
Saluti
Febbraio 1st, 2010 alle 7:53 pm
Vorrei ricordare che i simpatici sassolini di corso bonomelli sono frutto di un intervento attuato dalla giunta precedente rispetto a quella in carica quindi non diamo tutte le colpe a quest’ultima per favore!
Febbraio 2nd, 2010 alle 1:25 am
@michy
non puntualizziamo, che ovviamente è colpa della vecchia amministrazione ma dopo 7 anni ancora non se trovata la soluzione? il simpaticissimo comune coordinato dal centrosinistra, si potrebbe sistemare.. non stavo accusando nessuno..
Febbraio 2nd, 2010 alle 6:34 pm
no puntualizzo eccome, all’ epoca furono spese grosse somme per sistemare il corso e questo doveva durare anni…invece si è sbriciolato dopo poco.
Febbraio 3rd, 2010 alle 5:26 pm
@maurizio festa
mio nonno suggeriva sempre di pensare prima di parlare per evitare di sparare ‘c…..te’, io ti suggerirei di pensarci ancora di più prima di scrivere: come ti ho già fatto notare sul blog relativo alla ferrovia, su cui ritorna rovatorg, la responsabilità dei treni regionali e del trasporto locale toccano a governo, regione e provincia. A Roma (quella ladrona dei tuoi manifesti) la Lega negli ultimi dieci anni è stata al governo per 7, e lo è tuttora e invece che sui treni si investe sui tagli anche nella scuola, e su film come Barbarossa, il maggio flop degli ultimi dicei anni pagato dagli italiani con alcuni milioni di euro. In Regione a Milano la Lega è al governo da oltre dieci come in provincia e il risultato in termini di trasporto pubblici e si servizi sanitari è lì da vedere. a Rovato la Lega ha governato per due mandatidi fila producendo quella splendida via Bonomelli che no
non ti piace ma è costata qualche milioni di euro e rimuoivere dossi, cubetti, aiuola centrale costa anche di più,
non bastasse ha comperato quegli splendidi manici di ombrello in acciaio che fanno luce ai gatti su tutta la via, ha dato il via alla maggior speculazione edilizia delal sua storia e ha fatto conoscere Rovato in tutto il mondo con la splendidaordinanza dei quindici metri…
se i rovatesi li hanno mandati a casa un motivo c’era e c’è
prova a pensare chi deve pagare questo disastro dopo sette anni? se hai un risposta, una risposta vera che non hai mai dato alle stesse domande sugli altri argomenti, pensaci e scrivila.
Febbraio 3rd, 2010 alle 7:16 pm
bravo!
Febbraio 4th, 2010 alle 6:40 pm
@common law
bella analisi, complimenti… Festa ora tocca a te…
Febbraio 4th, 2010 alle 7:39 pm
@ festa prode leghista, amico delle trote è scapapto sull’altro blog, via la Lega partito itticomonarchico, i leghisti nuotano nel Po, non hanno delfini ma solo trote dai cervelli fini e le trote pesci padani parlare non sanno perchè hano sempre in bocca l’acqua del Po dio dei padani
Febbraio 25th, 2010 alle 2:47 pm
Segnalo l’articolo comparso sul Bresciaoggi di oggi relativo al tentativo di trasformare in discarica una mega cava in territorio di Castegnato.
Dopo anni e anni di sfruttamento dovuto all’attività estrattiva il recupero previsto dal Piano Provinciale Cave parla di uso agricolo. E adesso assistiamo all’ennesima tirata per i fondelli con la ditta che chiede di poter far diventare il buco l’ennesima discarica in piena Franciacorta.
I cittadini sanno qual è la ditta? La Bettoni spa, la stessa della cava Bonfadina, la stessa che ricorre al Consiglio di Stato contro la vittoria al TAR del Comune di Rovato scrivendo nel ricorso che senza la partenza della Bonfadina i suoi 60 dipendenti “..rischiano il posto di lavoro…” e che il Comune di Rovato si sarebbe stracciato le vesti nei loro confronti “…falsamente e strumentalmente…” (virgolettati tratti dal ricorso al Consiglio di Stato della ditta).
E cosa crediamo che diventi una buca come la Bonfadina una volta partita?
I precedenti a Travagliato (cava per cui era previsto recupero paesaggistico e terminata invece con una discarica di inerti) e questo a Castegnato ci devono far tremare.
Mi piacerebbe sapere cosa hanno da dire gli assessori regionali di quei partiti come la Lega e il PDL che si ricadndiano alle regionali di Marzo.