RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Mi chiamo Giovanni Buizza e mio malgrado nell’ultimo anno sono salito agli onori della cronaca come Presidente del seggio n°8 alle Elezioni Comunali 2007.
In poche parole il Presidente incapace di impedire ad un elettore di un altro seggio di votare nel proprio e che ha rubato, secondo la ricostruzione puramente deduttiva avanzata da “Rovato delle Libertà”, proprio la scheda di questo elettore una volta riposta all’interno dell’urna.
Sono passate alcune settimane dalla piena assoluzione del mio comportamento da parte dei giudici del TAR e sinceramente mi aspettavo delle pubbliche scuse da parte di chi ha avanzato accuse tanto gravi senza uno straccio di prove.
Scuse per non aver evitato di mettere in campo l’onore di semplici persone per il solo obiettivo di vincere una battaglia politica. Perché alla fine della battaglia sul campo non rimangono né i vinti né i vincitori, ma le vittime, in senso naturalmente metaforico, di questo dileggio, che non possono essere ripagate di mesi di voci, dubbi insinuanti, diffamazioni e tutto il talk show paesano paventato ai nostri occhi nell’ultimo anno.
Naturalmente per comprendere queste mie parole vanno palesati alcuni elementi sicuramente non noti ai più.
Per esempio di come il candidato Sindaco di “Rovato delle Libertà” ha evidenziato più volte, anche su questo sito, che l’obiettivo del ricorso era riparare ad errori sicuramente non intenzionali avvenuti nei seggi, ma che influenzando i risultati elettorali dovevano essere vagliati dalle autorità competenti. In questo modo non insinuava malafede nel comportamento dei componenti del seggio, ma al più incapacità, inesperienza, insipienza. Deve però spiegarmi perché nel frattempo quanto avvenuto al seggio n°8 veniva denunciato in sede penale. L’obiettivo non era quindi riparare ad errori fatali, ma sbattermi in galera o al più farmi subire noie legali.
Ma a tratteggiare meglio l’orizzonte morale degli attori coinvolti in questa vicenda ci vengono in aiuto le circostanze in cui sono venuto a conoscenza delle pendenze a carattere penale sul mio conto. Perché a tutt’oggi la Procura non mi ha ancora inviato alcun avviso di garanzia né tantomeno interrogato come persona a conoscenza dei fatti.
Come in una fiction di basso pregio uno dei principali esponenti della lista che ha promosso il ricorso si è pavoneggiato nei bar di Rovato con alcuni interlocutori sul fatto che “il prossimo che mandiamo in galera sarà Giovanni Buizza, l’ingegnere” (riporto le testuali parole, anche se non capisco cosa centra il mio titolo di studio).
Pensando ad una boutade da bar che lascia il tempo che trova, per sicurezza ho condotto le dovute verifiche in Procura scoprendo che non erano parole al vento ma la dura realtà che stavo, a mia insaputa, vivendo.
Naturalmente mi si può consigliare di non essere così severo nei confronti di chi ha promosso il ricorso, perché anche molti frequentatori di questo sito pensavano che un fondo di verità comunque c’era e che quindi io, non so con quale arte magica, avessi rubato la famosa scheda una volta inserita nell’urna. In fondo era lo stesso elettore che aveva sbagliato il seggio a denunciare il fatto e l’unica versione in mano alla lista “Rovato delle Libertà” era la sua.
Anche su questo aspetto nessuno ha mai citato che l’attuale portavoce di Forza Italia, ben noto ai frequentatori di questo sito, era il rappresentante di lista di “Rovato delle Libertà” al seggio n°8 e che era presente durante il misfatto oggetto del ricorso.
Ha visto quindi di persona cosa è successo e come ho gestito l’evenienza. Ci siamo anche confrontati una volta che l’elettore aveva lasciato il seggio e gli ho mostrato come si è verbalizzato. Quanto sapientemente ricostruito a posteriori dai giudici del TAR era quindi perfettamente a conoscenza dei vertici della lista “Rovato delle Libertà” ancora con i seggi aperti, e quindi con tantissime ore a disposizione per analizzare la mia decisione non perfettamente ortodossa di gestire quanto avvenuto.
Se qualcuno non si sentiva rassicurato da quanto aveva visto perché non lo ha esplicitato subito, in modo da soddisfare tutti i suoi potenziali dubbi e trovare la verbalizzazione migliore che salvaguardasse tutti gli attori coinvolti.
Perché nessuno ha minimamente dimostrato chi ha tolto dall’urna la scheda dell’elettore non efficacemente identificato ed in quale modo, ma non essendo stato chiaramente verbalizzato secondo alcuni l’accaduto allora “il Presidente ha rubato la scheda”.
Non so se sono riuscito a far trasparire i motivi per cui ritengo doverose le scuse ufficiali da parte dei proponenti del famigerato ricorso, ma resto comunque dell’idea che notti insonni di chi ingiustamente accusato, paure per il proprio futuro da parte dei familiari più stretti, timori celati da parte di genitori nel sentire voci in paese non pienamente comprese, una sorta di cortina di dubbi sull’onestà dell’accusato che si diffonde comunque in chi sta intorno, tutto questo insomma non importa a chi considera lecito ogni mezzo per arrivare al potere e non se ne cura delle conseguenze.
Mi si può prontamente replicare che se uno è consapevole di non aver fatto nulla di male non deve aver paura ad affrontare la giustizia. Ammiro chi ha coraggio e consapevolezza nei propri mezzi. In questi mesi ho sentito spesso dei brividi lungo la schiena interrogandomi se fossi stato in grado di dimostrare cosa realmente avevamo fatto in quei minuti al seggio n°8. Alla fine rimane alle spalle una brutta esperienza, che necessita per essere chiusa definitivamente solo di semplici scuse.
Ringrazio per l’attenzione accordatami e mi scuso del tempo prezioso che vi ho rubato.