
Lunedì 30 novembre si è tenuto a Rovato un nuovo consiglio comunale. Inizialmente il “piatto forte” della discussione doveva essere il piano di diritto allo studio 2009/2010. Dopo i recenti fatti di cronaca, però, l’attenzione del pubblico presente (un’ottantina di persone: se non è un record, poco ci manca a Rovato) era tutto concentrato sul punto dell’odg richiesto dai consiglieri di opposizione “Rovato delle Libertà”: “Sicurezza ed extracomunitari a Rovato”.
Il piano di diritto allo studio (di cui parleremo diffusamente la prossima settimana) è stato così liquidato in pochi minuti con il sì di Rovato Civica e il no dell’opposizione.
Tutto il resto del tempo (all’incirca 4 ore: dalle 21 a dopo l’una di notte) è andato invece alla discussione dell’odg presentato da RdL.
E allora, da dove si cominicia per riassumere 4 ore di discussioni, confronti, scontri, momenti di dialogo e altri con duri alterchi?
Per riassumere tutto quanto accaduto (e i commenti del pubblico) ci vorrebbe un libro.
Rovato.org, quindi, ha deciso di cercare di fare un resoconto il più “stenografico” possibile di quanto successo, dando voce a tutti i consiglieri che sono intervenuti e lasciando gli eventuali commenti ai lettori, ai consiglieri stessi e al pubblico rovatese.
Partiamo, quindi, con questo “viaggio” nel caldo consiglio comunale del 30 novembre a Rovato con le parole del sindaco, Andrea Cottinelli.
COTTINELLI - Il sindaco Cottinelli ha elencato il lavoro fatto dal Comune in questi anni sul fronte sicurezza: le 18 ore della Polizia Locale, l’aumento degli agenti, i lavori in corso alla Guardia di Finanza e quelli futuri alla caserma dei Carabinieri con relativo aumento di uomini sul territorio. Secondo il sindaco, il problema è l’inefficacia delle leggi nazionali, che spuntano le armi nelle mani dei Comuni: su 115 persone fermate senza permesso di soggiorno dalla Polizia Locale in quattro anni, ha detto Cottinelli, solamente 2 sono state rimpatriate dallo Stato a causa dei mancati fondi per gli aerei e degli accordi carenti con i Paesi d’origine. Per questo Cottinelli ha proposto tre modifiche alle attuali leggi sull’immigrazione, da condividere con i sindaci bresciani di Comuni sopra i 15mila abitanti, i piu’ colpiti dalla situazione attuale.
LAZZARONI DANIELE - Il consigliere di An-PdL Daniele Lazzaroni ha chiesto al sindaco numi sull’efficacia dell’accordo di cooperazione fra polizie di diversi Comuni stretto anche da Rovato: un aspetto che, unito al possibile distacco di agenti di Polizia Provinciale, potrebbe aumentare il controllo del territorio. Lazzaroni ha poi chiesto all’assessore Baruffi, che si è riservato di rispondere dati alla mano al prossimo consiglio, quale sia la situazione fognaria per gli abitanti rovatesi della zona di via Campo, dove l’Amministrazione aveva comunicato la soluzione dei problemi attuali entro fine 2009.
LAZZARONI SARA - La consigliera di Rovato Civica ha fatto un intervento teso a smorzare i toni: tutti i consiglier sono rovatesi e vivono il paese, perciò è necessario fare un passo indietro comune, ammettere le proprie mancanze di fronte ad un problema così ampio e lavorare assieme per cercare di risolvere i problemi con spirito collaborativo.
CONTER - Conter, oltre al ringraziamento per il buon lavoro svolto dalle forze dell’ordine, ha puntato l’accento sulla necessità di distinguere tra due aspetti della questione: la prevenzione e la repressione della criminalità. Per Conter, se per quanto riguarda la repressioni i risultati sono tutto sommato discreti, lo stesso non si può dire per ciò che riguarda la prevenzione degli episodi criminosi su cui Rovato si è dimostrata lacunosa. A sostegno di ciò l’ex candidato sindaco per Rovato delle Libertà ha snocciolato un lunghissimo elenco di fatti di cronaca nera ripresi dal Giornale di Brescia. I fatti (arresti per droga, aggressioni, reati vari, etc), avvenuti fra il 2007 e il 2009, sono stati commessi da migranti e italiani. Questo perchè, secondo Conter, il paese è percepito come un porto franco da chi intende compiere attività illecite, a causa del lassismo e buonismo dell’Amministrazione. Occorre quindi dare dei segnali importanti sia ai rovatesi che a chi delinque, e l’Amministrazione anzichè incensarsi per quanto fatto dovrebbe fare una seria autocritica e lavorare di più e meglio con una politica di sicurezza a 360 gradi in modo da garantire sicurezza a tutti: residenti rovatesi e immigrati per bene. Ribadita la gestione errata e pressapochista della preghiera musulmana in via Salvella di venerdì 27 novembre.
BUFFOLI - La capogruppo di Rovato Civica, Luciana Buffoli, ha parlato della continua violenza che colpisce le donne nella nostra società, legata all’incapacità di tanti maschi di accettare la libertà e i rifiuti. Ha chiesto coerenza alle forze dell’opposizione, PdL e Lega Nord, sostenendo come non sia possibile chiedere iniziative piu’ dure a Rovato se a Roma il messaggio che arriva è opposto (processo breve, niente soldi per i rimpatri, etc). Il tema della sicurezza va visto con serietà per proporre soluzioni, e non strumentalizzare i problemi che ci sono. Sicurezza è controllo del territorio, rispetto delle leggi ma anche integrazione, utile sia agli immigrati ma anche agli italiani: citato il lavoro con le scuole, dove i giovani di tutte le nazionalità vengono educati a diritti e doveri da cittadini del domani, oppure lo sfruttamento di tanti italiani che lucrano sui disagi degl immigrati (case in affitto, lavoro nero, crisi incombente, etc). Senza integrazione c’è populismo, demagogia e idea dittatoriale di mettere un poliziotto ogni angolo di strada. Rinnovati invito ad Amministrazione a lavorare su problemi che sono molto complessi, ed espressa solidarietà a Cottinelli per insulti ricevuti durante corteo Lega - PdL di venerdì 27 in piazza Cavour a Rovato.
FOGLIATA - Giacomo Fogliata (Fi - PdL) ha attaccato il Comune perchè ha perso il contatto con quel che i rovatesi vedono e sentono ogni giorno, avendo lasciato un paese troppo allo sbando. Attaccata Amministrazione perchè non si può parlare di sicurezza e poi concedere piazza Cavour, domenica 29 novembre, a Carovana dei Diritti o presenziare a manifestazioni come quella antirazzista di sabato 28 novembre a Coccaglio (dopo proteste di Maria Teresa Berardi di Rovato Civica e del sindaco, quest’affermazione è stata ritirata, dato che nessun consigliere o membro della Giunta ha aderito o partecipato a tale manifestazione). Affondo anche su capacità del Comune di agire, non seguendo solo ed esclusivamente la via normativa: necessità di usare peso politico e fare pressione “forte” sia su situazioni di degrado che su membri di spicco di comunità migranti, in modo che fungano da argine contro episodi di delinquenza. Presentata mozione in difesa del Crocifisso nei luoghi pubblici, voto nella prossima seduta. Contrarietà infine al fatto di lasciar parlare i cittadini in consiglio comunale, perchè le norme non lo prevedono e vanno rispettate, che piacciano o no.
BRAGHINI - Duro affondo del giovane consigliere di Rovato Civica che, in un alterco con Fogliata e Toscani, ha attaccato sostanzialmente “l’ipocrisia” di non volere gli immigrati ma di dar loro lavoro spesso in nero, casa, e altro ancora. Se non si vogliono gli immigrati, non è questo il comportamento da tenere.
CAPOFERRI - Il consigliere Capoferri (An-PdL) ha chiesto al sindaco una sua posizione in merito alla realizzazione di un Centro di Identificazione ed Espulsione a Brescia e, se del caso, fosse disposto ad averlo a Rovato. Cottinelli ha detto sì al Cie, anche se il problema resta l’efficacia delle leggi e non tanto il realizzare nuove strutture. Per la localizzazione, l’idea più realistica è che stia nei pressi della città di Brescia, vista la presenza di Questura, etc e la facilità di accesso. L’area al momento ritenuta piu’ plausibile è quella del carcere di Verziano (zona Fornaci - Folzano, a sud di Brescia). Capoferri ha poi chiesto esito di mozione già presentata su via per i caduti del muro di Berlino (1989), che verrà calendarizzata in prossimo consiglio.
BERGOMI - Il segretario del Partito Democratico Angelo Bergomi si è detto pronto ad un confronto serio sui problemi che riguardano la nostra comunità e quindi anche sul tema della sicurezza.No però all’equivalenza immigrazione=delinquenza, come pensano i tanti rovatesi imprenditori che hanno al loro impiego lavoratori stranieri e i tanti proprietari di appartamenti che hanno affittato loro delle abitazioni. La sicurezza a Rovato è garantita da un comando di polizia locale efficiente che spesso vede vanificati i propri sforzi da una legislazione ridicola: eclatante il dato dei 115 fermati extraciomunitari in odore di reato e rimpatriati solo in 2 casi, o il caso della sanatoria badanti realizzata dall’attuale governo che ha consentito a chi voglia rimanere sul territorio nazionale senza volersi troppo adeguare alle regole di trovare una soluzione ai propri problemi. Fa arrabbiare il fatto che ci sia chi come le Lega faccia proclami altisonanti e da anni è al governo senza migliorare la situazione. Il fallimento delle ronde ne è un esempio (6 in tutta Italia di cui 3 solo a Roma), oppure il fatto che il ministro Maroni non abbia voluto incontrare il sindaco di Rovato, ma abbia trovato tempo per quello di Coccaglio Claretti (che ha ammesso che il caso di cronaca rovatese poteva capitare anche da lui),
con tanto di cronaca sul Corriere della Sera. Questa è la dimostrazione della deriva populista che alcune forze politiche hanno introdotto in Italia, ma non è la serietà che aiuta a risolvere i problemi.
TOSCANI - Pierluigi Toscani della Lega Nord si è scusato con il sindaco Cottinelli per le parole offensive proferite da parte del corteo del 27 novembre, anche se nessun consigliere le ha pronunciate e - anzi - già subito dopo la manifestazione ci sia stato un’immediata reprimenda verso chi ha lanciato i cori offensivi. Toscani ha detto che Rovato non è razzista, il problema sono i clandestini contro cui il Comune deve battersi seriamente. Non bastano i controlli dei vigili o le statistiche, la sicurezza è anche percezione, e quindi bisogna dare anche la sensazione ai rovatesi di poter stare sicuri. Vicende come quella della preghiera del 27 in via Salvella, o della vicina cascina luogo di spaccio e altri reati non vanno certo nella direzione sperata. Il sindaco non può lavarsene le mani scaricando tutto sulle leggi nazionali, perchè chi amministra deve prendersi le sue responsabilità e agire in tutte le maniere possibili. Alla stessa cascina Salvella, dove i vigili effettuano continui controlli e i proprietari in disaccordo fra loro impediscono una soluzione condivisa, il Comune deve forzare la mano e dimostrare la volontà di agire. Presentata una mozione per impegnare il Comune ad applicare in toto il cosiddetto “pacchetto sicurezza”: possibilista il sindaco (”Già lo facciamo, per quel che ci compete”), ma il punto è stato rinviato per perplessità interne a Rovato Civica.
CITTADINI - Attorno all’una di notte, due cittadini (padre e figlia, i sig. Bettinzana) hanno chiesto e ottenuto di poter parlare, nonostante non sia consentito ai cittadini di parlare in consigli comunali che non siano aperti. La figlia ha detto che ormai per Rovato non si sente piu’ sicura, e ha chiesto perchè non ci si mobiliti di più contro questi fatti, magari per sostenere modifiche alle leggi se non sono efficaci.
Il padre, invece, un pensionato, ha chiesto le dimissioni del sindaco perchè non rappresenterebbe più i cittadini di Rovato.
A chiudere l’intervento anche di Marcelo Poblete, dell’associazione Alleanza per Rovato (centodestra, vicina a Capoferri), anche lui sul tema di quel che andrebbe fatto e sulle possibilità di aprire un tavolo fra Comune, forze consiliari e politiche e associazioni del territorio sulla vicenda sicurezza.
NOTA DI ROVATO.ORG - Abbiamo tralasciato volutamente le parole di solidarietà che tutti hanno espresso per l’accaduto alle due giovani vittime di Rovato, alle loro famiglie e alla comunità intera. D’altra parte registriamo, con stupore (e amarezza), che nessuno ha espresso solidarietà alle persone aggredite a margine del corteo di martedì 24 novembre da un gruppo di violenti, al momento ignoto.